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Creature in the Well

Creature in the Well - Provato su PC

Un interessante ibrido tra generi all'apparenza incompatibili, nato dalle menti geniali di Flight School.

  • Lorenzo MosnaLorenzo Mosna

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Se c'è una cosa che abbiamo imparato negli ultimi quindici anni di storia dei videogiochi, è che i generi si sono mescolati così tanto da rendere insignificante ogni classificazione. Eppure, gli sviluppatori sono costretti a utilizzare alcune categorie per identificare i propri lavori, cosicché è alquanto comune trovarsi di fronte a descrizioni bizzarre. Questo è esattamente quanto è accaduto con Creature in the Well, titolo che lo studio di sviluppo - il talentuoso Flight School - definisce un top-down, pinball-inspired, hack-and-slash dungeon crawler. Un bel casino, insomma.

In effetti, il gioco è esattamente quello che descrivono gli sviluppatori: un ibrido tra generi apparentemente incompatibili tra loro, immerso in un'avventura dal sapore misterioso, con protagonista un robot smarrito nel deserto. Il gioco ci catapulta in un mondo quasi disabitato, fatto di luoghi abbandonati da molto tempo e custoditi da una malvagia creatura, un gigante in un pozzo che vuole a tutti i costi fermarci. Non sappiamo il motivo di questo astio nei nostri confronti, e i pochi abitanti che incontriamo ci forniscono solo poche informazioni. Tutto ciò che possiamo fare è proseguire, cercando di sbloccare tutte le porte degli 8 dungeon presenti all'interno del gioco.

Creature in the Well

La meccanica principale di Creature in the Well è intricata: nel gioco dobbiamo sbloccare le porte dei dungeon attraverso l'acquisizione di energia, che si accumula colpendo dei respingenti ispirati ai flipper con delle sfere che si generano sul campo di battaglia. Con un pulsante il giocatore può attirare a sé le sfere, mentre con un altro le può respingere come se stesse giocando a tennis. Oltre alla malvagia creatura nel pozzo, i nemici sono incarnati negli stessi respingenti che, una volta attivati, possono trasformarsi in potenti raggi laser che colpiscono istantaneamente un'ampia porzione del terreno. Il giocatore, dunque, deve sviluppare una certa strategia prima di effettuare un colpo, spesso utilizzando le pareti come sponda o muovendosi al momento giusto.

Alcune stanze sono particolarmente complesse, e fanno uso di bumper temporizzati o di pattern dei laser straordinariamente intricati. È qui che Creature in the Well dà il meglio di sé, costringendo il giocatore a ragionare in tempi straordinariamente brevi, e a coordinarsi alla perfezione. L'hack-and-slash dungeon crawler si trasforma in un action puzzle, e poi ancora in un bullet hell.

A monte di tutto questo, si trova un inventario che ci consente di raccogliere ogni tipo di arma, da un semplice ramoscello a una padella, da un tubo a una spada. Alcuni oggetti sono necessari per respingere i colpi, mentre altri si occupano di attirare a sé le sfere, e ognuno di essi ha caratteristiche peculiari che consentono di personalizzare il proprio personaggio per trarre vantaggio da ogni situazione. Alcune armi, infine, sono quasi indispensabili per poter risolvere gli enigmi delle stanze più complesse, in quanto consentono dei vantaggi che risultano provvidenziali per determinare la riuscita di alcune azioni. Il giocatore, dunque, è spinto a cercare di superare anche le stanze facoltative, in quanto - quasi sempre - danno accesso ad armi più potenti e permettono di completare il gioco con più facilità.

Anche se, al momento, Creature in the Well si trova in fase preview ed ha ancora qualche margine di miglioramento, siamo rimasti colpiti dall'originalità di questo gioco e dalla sua stranissima atmosfera. Oggi come oggi, escono così tanti giochi indie che è molto difficile riuscire a trovare un diamante in mezzo a tanti pezzi di carbone, eppure Creature in the Well è riuscito a brillare più degli altri. Siamo dunque molto curiosi di giocare alla versione definitiva di questo gioco che ha tutti gli ingredienti per diventare uno dei giochi indie più interessanti dell'anno.

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