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Gamereactor Preview Risen 2: Dark Waters
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Risen 2: Dark Waters

Corpo di mille balene! I pirati sono stati utilizzati in passato nei giochi di ruolo fantasy, ma solo pochi sono riusciti anche solo ad avvicinarsi a quello che Piranha Bytes ha fatto con Risen…
Bengt Lemne 29 Febbraio 2012

Dopo aver passato ore di gioco su titoli come Kingdoms of Amalur: Reckoning e The Elder Scrolls V: Skyrim, mi siedo davanti a Risen 2: Dark Waters con impaccio ancora un brutto risveglio. So che nell'aria che sto esplorando ci sono tante trappole, ma non importa. Vago tranquillamente per una radura, quando una serie di spuntoni fuoriescono dal nulla. Un pop mi chiede di premere il tasto Y sul mio controller, ma non sono abbastanza rapido. Le lance mi trafiggono e muoio. Proprio così. La barra di energia non viene ridotta: quello che avviene è una morte istantanea.

La premessa dietro Risen 2: Dark Water è piuttosto semplice. Siamo tornati nei panni dell'eroe senza nome del primo gioco, abbiamo già salvato il mondo, ma per questo non siamo ancora amati dal resto del mondo, e continuiamo ad annegare i nostri dispiaceri nel rum. Ci viene subito chiesto di infiltrarsi fra i pirati, dato che questi sembrano possedere una potente arma che può essere utilizzata per sconfiggere i terribili mostri che terrorizzano il mondo in cui viviamo.

La prima parte del nostro test cerca di mettere alla prova il nostro valore come pirata. Ci sono sessioni di bevute, di scommesse, alcune azioni stealth, qualche tradimento e un sacco di cacce al tesoro. Completandole, si inizia ad ottenere il rispetto degli altri pirati.

Abbiamo giocato sia la versione per Xbox 360 che la versione PC di questo gioco, e non vi sono dubbi che quest'ultima sia incredibilmente più bella dal punto di vista grafico. La versione che abbiamo provato è ancora un po' grezza, e non riesce a tenere testa agli attuali giochi RPG presenti sul mercato. Ma ciò per cui Risen 2: Dark Waters dovrebbe essere elogiato risiede nel fatto che, anche nella sua declinazione per console, il gioco non appare per nulla una versione semplificata del titolo per PC.

Risen 2, infatti, evita di mostrarci la direzione da percorrere attraverso dei sentieri luccicanti. Anche se ci sono dei segni sulla mappa (che aiutano nell'orientamento), bisogna prestare molta attenzione ai dialoghi (che, per fortuna, sono estremamente divertenti), ed è necessario completare ogni parte della missione prima che il segmento successivo venga attivato.

Un esempio di questo aspetto è dato dalla quest che ci chiede di trovare il "tesoro di Pete". Ci viene dato un luogo in cui cercare attraverso un dialogo in una taverna, e quando si raggiunge la caverna indicata, si trova il cadavere di Pete. Cercando fra i suoi resti, è possibile trovare la vera posizione del tesoro ed andare a cercarlo. Se il giocatore sceglie di non cercare il corpo del povero Pete, non si troverà il luogo dove scavare e, pertanto, l'ammissione diventerà più lunga. Questo esempio riguarda soltanto una delle missioni più brevi del gioco, e in generale è necessario prestare molta attenzione ai nomi dei personaggi e agli indizi che vengono dati durante l'avventura.

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Più avanti nel gioco si iniziano a raccogliere diversi membri della propria ciurma, alcuni pirati, alcuni indigeni che devono essere bilanciati per poter ottenere una squadra di successo. Una cosa fondamentale per le fasi successive del gioco.

La seguente metà della versione da me provata è ambientata su di una nuova isola in cui un certo Turnbull detiene il potere e la a disposizione alcune truppe. A quanto pare, ha convinto alcuni nativi ad aiutarlo, pertanto la nostra missione consiste nel guadagnare la fiducia degli indigeni al fine di poterli convertire alla nostra causa. Questo espediente crea un bivio in termini di meccaniche di gioco e di combattimento. Se si sceglie di stare dalla parte dei nativi e, quindi, di imparare le tecniche voodoo, non sarà possibile entrare nell'inquisizione e quindi apprendere le tecniche avanzate di guerra che fanno uso di armi da fuoco più potenti (ma sarà comunque possibile continuare ad utilizzare le pistole). Personalmente, ho trovato il voodoo molto più divertente, dato che consente al giocatore di prendere controllo degli NPC e di fare un sacco di cose divertenti.

Si tratta di un sistema di magia ben integrato, con in aggiunta a un sistema che spinge il giocatore a creare bamboline voodoo attraverso la raccolta dei capelli dei personaggi che vogliamo controllare. Ad esempio, è possibile fare combattere i nemici l'uno contro l'altro.

Piranha Bytes ha inoltre infarcito il titolo di tanto umorismo, persino nel combattimento. Si possono lanciare sale e sabbia negli occhi dei propri nemici e, se avete una noce di cocco a portata di mano, potete lanciarla per distrarre i cattivi. Infine, possiamo prendere il controllo della nostra scimmia domestica per raggiungere luoghi nascosti, cercare tesori e tanto altro. E, naturalmente, al fine di recuperare la propria salute si bevono ettolitri di rum.

Risen 2: Dark Waters ha tutte le carte in regola per diventare un titolo di successo. Fa a meno dei consueti comfort a cui è abituato il giocatore moderno, non rinunciando però al divertimento e a tante funzioni diverse come il voodoo, un combattimento corpo a corpo serrato, un buon uso dell'umorismo piratesco. in poche parole, il gioco potrebbe risultare una buona medicina per chi è rimasto deluso da Skyrim.

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