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SeppukU: il suicidio di Nintendo

Nintendo riparte da Nintendo Wii U, ma i dubbi sono davvero tanti. In questo articolo cerchiamo di capire perché la nuova console Nintendo sarà un fallimento. Con la speranza di essere smentiti.
Lorenzo Mosna Aggiornato 22 Giugno 2012

Questa è la nuova console, ma Nintendo ha puntato sul controller

Lo ammetto: sono un grandissimo fan di Nintendo. Non intendo scrivere la mia autobiografia, ma vi basti sapere che nella mia vita - fino a quando il mio lavoro non mi ha costretto ad acquistare più console - ho sempre e solo posseduto prodotti Nintendo. Inizio questo articolo con un'autodifesa, perché quello che sto per scrivere non rende giustizia all'amore che provo per questa società con sede a Kyoto. Ma, sfortunatamente, quanto sto per scrivere è frutto del quadro emerso negli ultimi dodici mesi, che mi è stato inesorabilmente confermato ieri mattina, quando per la prima volta ho messo le mani sulla console Nintendo Wii U.

Prima di tutto, torniamo indietro allo scorso anno. Nintendo salì sul palco dell'E3 e presentò al mondo la sua nuova console. All'epoca la chiamavamo Project Café, ma sul palco venne ribattezzata Wii U. Purtroppo Nintendo realizzò la conferenza più incasinata della sua storia, tant'è che alla fine della presentazione nessuno (o quasi) aveva capito che si trattava di una nuova console. Nintendo concentrò infatti tutti i suoi sforzi sul nuovo controller, che molti giornalisti interpretarono come un accessorio per Nintendo Wii. Ci vollero alcuni mesi e qualche comunicato stampa per rimediare al problema e spiegare che Wii U era, in effetti, una nuova console.

Qualche settimana fa Nintendo ha avuto l'occasione di fugare ogni dubbio nell'edizione 2012 dell'E3, dedicando la sua intera conferenza alla nuova console. Sfortunatamente, anche in questo caso le cose non sono andate per il verso giusto: Nintendo si è concentrata sui giochi, lasciando quasi completamente in disparte le funzionalità di Wii U (illustrate in una noiosissima conferenza in streaming tenutasi il giorno prima dell'evento americano). Inoltre, quasi tutti i giochi presentati hanno lasciato l'amaro in bocca, proponendo un paio di franchise davvero importanti (New Super Mario Bros. e Pikmin), un paio di titoli di terze parti interessanti (Zombi U, Rayman Legends) e un sacco di roba alquanto discutibile (Sing, Nintendo Land, eccetera).

Ma il problema non è solo questo. Ci sono alcuni aspetti che, secondo me, rendono Nintendo Wii U un prodotto morto ancora prima di nascere. Vediamo quali.

Poca chiarezza

Quando Miyamoto svelo al mondo il Wii Remote e lo vedemmo dirigere un'orchestra virtuale agitando le mani, era magia allo stato puro. Arrivavamo da un'era in cui i videogiochi erano un prodotto elitario, destinato soltanto a chi aveva il tempo e la voglia di impararsi complesse configurazioni di controllo.

Con la sua immediatezza, Nintendo Wii cambiò per sempre il panorama dei videogiochi, trasformando un prodotto di nicchia in un prodotto di massa, aperto a categorie un tempo escluse dal mondo dei videogiochi: bambini, donne, anziani. Qualche purista storse il naso, ma fu zittito da Zelda prima, da Super Mario Galaxy poi.

Una cosa è certa: Nintendo Wii U non è riuscito a innescare la stessa magia creata qualche anno fa. Certo, da un punto di vista teorico l'idea è brillante. Il controller introduce la fruizione multifinestra e consente di eliminare l'interruzione del flusso videoludico, solitamente innescato dalla presenza dei menù. Sono certo che chi si occupa di game studies si troverà ben presto a dover riscrivere pagine e pagine di teoria. Ma, all'atto pratico, cambia ben poco. Perlomeno per quello che si è visto fino ad ora: uno schermo utilizzato come inventario o, al limite, come strumento utile a qualche giocatore aggiuntivo è assolutamente poco attraente.

Certo, Nintendo nella sua storia ha trovato applicazioni estremamente creative per le sue invenzioni. Ma in questo caso l'idea non è immediata e affascinante. Prendete il Wii Remote. Quando il telecomando venne presentato il messaggio era chiaro e semplice: "il movimento viene riprodotto sullo schermo". Prendete il Kinect, altro prodotto di successo: "il controller sei tu". Provate a trovare un messaggio altrettanto immediato nel controller di Nintendo Wii U; vi accorgerete che è praticamente impossibile.

A questo si aggiunge la totale assenza di trasparenza nello svelare le specifiche della console. Se Nintendo non ha per le mani un prodotto che incarna un messaggio immediato, quantomeno dovrebbe buttarla sul tecnico. Dovrebbe far circolare le voci in merito alla potenza del proprio hardware, dimostrare al mondo che la console non è solo il suo controller, ma tanto altro. Purtroppo così non è stato.

Già, la console è passata in secondo piano rispetto al controller

Alta definizione in ritardo di sette anni

Nintendo entrerà nell'era dell'alta definizione verso la fine del 2012. La prima console a inaugurare quest'era fu l'Xbox 360, una console uscita quasi sette anni fa e che sta entrando nella fase conclusiva del suo ciclo vitale. Ancora una volta, Nintendo si trova indietro di una generazione dal punto di vista tecnico.

Al momento le specifiche tecniche di Nintendo Wii U non sono chiare. C'è chi dice che sia dotata di un hardware pari a quello di Playstation 3 e Xbox 360. C'è chi parla di una leggera superiorità. Chi addirittura ha detto che l'hardware è meno potente della concorrenza. Non importa. Quello che conta è che la console verrà inesorabilmente schiacciata dall'hardware della concorrenza nel momento in cui verrà presentata la nuova generazione di console.

Alcuni giochi all'uscita saranno già vecchi di un anno o più

Assenza di killer app

Quando Nintendo Wii venne presentato, Wii Sports era la vera killer app. La grande massa, quella che ha decretato lo strepitoso successo iniziale della console, acquistava il prodotto esclusivamente per giocare a Wii Sports. L'immediatezza di questo software era semplicemente perfetta: chiunque, dal bambino all'anziano, sapeva immediatamente cosa fare appena preso in mano il controller (o quasi).

Tralasciando la non-immediatezza del nuovo controller, di cui abbiamo già parlato, Nintendo Wii U non avrà al lancio una killer app paragonabile a Wii Sports. Certo, New Super Mario Bros. U potrebbe attrarre una massa di giocatori ragionevolmente ampia, tuttavia il gioco non possiede lo stesso appeal del celebre gioco sportivo per Nintendo Wii, né il fascino delle grosse produzioni dedicate a Super Mario. Lo stesso vale per Pikmin 3, un franchise adorato alla follia dai fan di Nintendo, ma poco noto alle masse di giocatori che Nintendo stessa ha attirato verso di sé con Nintendo Wii.

Nintendo Land: non ce lo aspettavamo, non lo volevamo

Il prezzo

Ormai sembra chiaro che Nintendo venderà la sua console a un prezzo più alto di quello della concorrenza. Che siano 299 o 399 euro (come paventato da Amazon.de), Nintendo Wii U giungerà sul mercato a un prezzo non competitivo.

Sulla base delle considerazioni precedenti, le novità introdotte dal nuovo controller dotato di schermo non sono tali da indurre i giocatori a spendere di più per acquistare una console con poco software e con la prospettiva di una "vera" nuova generazione dietro l'angolo. Questo fatto ci porta all'argomento successivo: la concorrenza.

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La concorrenza

Nintendo Wii non aveva concorrenti. Perlomeno, non all'inizio. Nel momento in cui la console di Nintendo uscì sul mercato, non vi era alcuna console al mondo in grado di fare le stesse cose. Chi acquistava un Wii acquistava inesorabilmente qualcosa di diverso dalle altre console, e Nintendo Wii era una console tranquillamente affiancabile a una console in alta definizione, orientata verso un pubblico più hardcore.

Con il tempo la concorrenza si è fatta sentire, sviluppando i propri dispositivi di movimento e realizzando software aperti al crescente mercato del casual gaming. Il risultato è stato un rapido declino di Nintendo Wii e un vertiginoso calo nelle vendite dei software.

Nintendo Wii U non potrà seguire lo stesso destino, considerando che la concorrenza è già al lavoro per raggiungere un'esperienza simile. Microsoft sta lavorando al suo SmartGlass, un software compatibile con tutti i tablet e in grado di compiere operazioni molto simili a quelle viste sul controller di Nintendo Wii U. Certo, si tratta di un prodotto diverso e più limitato: è improbabile, infatti, che SmartGlass possa fungere da controller sostitutivo. Sarà però in grado di creare esperienze di gioco asimmetrico (visualizzare menù, attivare semplici input, eccetera) e, perché no, di ricalcare gran parte delle funzionalità secondarie del controller sviluppato da Nintendo.

Sony, invece, sta puntando su una maggiore integrazione della sua PS Vita con Playstation 3, realizzando anche un numero crescente di software cross-piattaforma. Nulla vieta a Sony di compiere un passo ulteriore, trasformando la PS Vita in un controller aggiuntivo dotato di schermo, un'idea nata ai tempi della PSP. Nintendo, in altre parole, non sta offrendo qualcosa di unico, ma qualcosa che si trova già nella mente dei concorrenti da parecchio tempo.

In quello sportellone ci va la batteria. Che durerà dalle 3 alle 5 ore.

Gli errori del passato

In passato, Nintendo realizzò un prodotto in grado di attivare un gameplay multifinestra. Probabilmente ve lo sarete già dimenticato. Forse non ne avete nemmeno sentito parlare. Non posso certo biasimarvi: l'idea di Nintendo, per quanto concettualmente buona, fu un vero disastro da un punto di vista commerciale. Sto parlando dell'integrazione tra Game Boy Advance e GameCube, realizzata attraverso un accessorio denominato (con poca fantasia) Nintendo GameCube-Game Boy Advance Link cable.

L'accessorio consentiva di connettere il proprio GBA a un GameCube, permettendo in alcuni casi di utilizzare il GBA come controller dotato di schermo. Nel gioco Final Fantasy Crystal Chronicles, ad esempio, la console portatile fungeva da schermo per i giocatori durante le partite in multiplayer.

Nintendo, in pratica, ha riciclato un'idea nata morta, cercando di resuscitarla nella speranza che il mondo di oggi sia pronto ad accettarla. Speriamo ci riescano, perché in questo caso sul piatto non c'è soltanto il destino di un accessorio, ma di un'intera console e - forse - dell'azienda stessa. Per come la vedo io, il controller di Nintendo Wii U ha del potenziale, ma temo che i bestseller multipiattaforma (i vari Call of Duty, Battlefield, FIFA, PES, eccetera) finiranno per farne un uso poco creativo (mappe, inventari, eccetera). Troppo poco per diventare un selling point.

Sing: uno dei giochi più controversi

È qui la festa? No.

Uno dei punti di forza di Nintendo Wii era dato dalla sua capacità di funzionare perfettamente durante le feste. Più volte ho pensato che Nintendo Wii fosse il sostituto contemporaneo del vecchio gioco in scatola: immediato, perfetto per le serate di pioggia con gli amici.

La nuova console sarà limitata a un solo controller dotato di schermo al momento del lancio, che diventeranno due in un secondo momento. Questo significa che per giocare in tre o in quattro sarà comunque necessario affidarsi ai vecchi Wii Remote. Chi usa la console per il party game, difficilmente sarà invogliato ad effettuare l'upgrade, visto che la nuova funzionalità di Nintendo Wii U, verosimilmente, non lo interesserà in maniera diretta.

Una dimostrazione pratica di ciò è avvenuta durante la presentazione di uno dei party game più controversi: Sing. Qual è l'utilità in un karaoke di poter leggere le parole da un tablet anziché dal televisore? Questo genere di applicazioni del nuovo controller sono davvero inutili e, personalmente, sono quelle che mi spaventano di più.

Le terze parti

Nintendo Wii è stata progressivamente abbandonata dalle terze parti, e oggigiorno tutti i grandi franchise (con l'eccezione di franchise sportivi) escono esclusivamente sulle console in alta definizione e su PC. Con l'avvento di Wii U è ragionevole pensare che molti franchise multipiattaforma arriveranno anche su questa nuova console.

Ma cosa accadrà nel momento in cui la nuova generazione di console verrà lanciata? Una parte dello sviluppo si sposterà su questi nuovi prodotti, e Nintendo Wii vedrà progressivamente ridurre la presenza di franchise multipiattaforma. O, più probabilmente, la console inizierà a ricevere versioni mutilate dei giochi di nuova generazione, un po' come avviene oggi con quei (pochi) franchise rimasti anche su Nintendo Wii, il cui sviluppo viene spesso affidato a team di secondo ordine, con meno tempo e budget a disposizione.

La latitanza delle terze parti, fatta eccezione per Ubisoft, si è vista anche allo scorso E3. Dove sono i grandi titoli? Dov'è Call of Duty? Che fine hanno fatto i titoli più attesi del 2013? Le terze parti al lancio saranno presenti con pochi titoli nuovi e qualche porting di giochi che a Natale avranno un anno di età o più. Non è certo questo un buon modo di partire.

Reggie ha fallito la presentazione della console per due anni consecutivi

Scommettiamo sul pad!

Il pad di Nintendo Wii U è, secondo Nintendo, il fulcro di questa console. E non possiamo darle torto: è certamente la più importante innovazione introdotta. Ma, di nuovo, perché limitare l'uso a due soli controller? Perché perseverare nell'utilizzo di Wii Remote e Nunchuk? Perché sviluppare dei controller tradizionali alternativi?

Nintendo sembra scommettere in maniera solo cauta sul suo pad. Sembra non essere pienamente convinta del suo prodotto. E, purtroppo, le prime analisi tecniche di questo strumento sembrano spiegare perché.

Con una durata della batteria di 3 o 5 ore, il pad sarà attaccato al caricabatterie un giorno sì e un giorno no. In alcuni giochi, addirittura, potremmo vederci costretti a restare sempre attaccati a una fonte di alimentazione, a causa della durata delle sessioni di gioco (si pensi a giochi come Zelda o Monster Hunter, oltre a giochi online come Call of Duty).

Il display tattile è di tipo resistivo. Si tratta di una tecnologia vecchiotta, che sta lentamente lasciando spazio al display di tipo capacitivo. Il display resistivo è molto preciso ed economico, ma per contro non supporta il multi-touch, è più soggetto ai graffi. Considerando, inoltre, la qualità raggiunta da PS Vita con uno schermo di tipo capacitivo, la scelta di Nintendo sembra davvero inspiegabile.

I gamepad aggiuntivi: perché?

Tutto è perduto?

Ho provocatoriamente intitolato questo articolo SeppukU, alludendo al suicidio rituale giapponese (anche conosciuto come Harakiri). Le riflessioni di cui sopra sono frutto di un quadro pessimista, forse addirittura tragico.

Nel profondo del mio cuore spero che Nintendo mi possa smentire. Spero che, quando Nintendo Wii U entrerà in casa mia, possa rimangiarmi tutte le mie parole e godermi l'ingresso in una nuova era dei videogiochi. Purtroppo, questa volta ho dei seri dubbi. Si tratta di una pessima sensazione, qualcosa che non ho provato nemmeno ai tempi dell'annuncio del famigerato Wii Vitality Sensor. Perché, come ho detto, questa volta temo che un fallimento possa seriamente compromettere l'azienda che tanto ha dato al mondo dei videogiochi e che, nel bene e nel male, ha accompagnato la mia vita di giocatore.

La verità, probabilmente, la scopriremo solo fra un paio d'anni, quando la console si sarà ritagliata una sua fetta di mercato e inizierà a fare i conti con la concorrenza. Abbiamo davanti a noi alcuni mesi di speranze e di sogni.

Nintendo, sorprendici!

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