All'inizio sembra essere più o meno la stessa esperienza di prima, con la differenza che il nuovo controller ha una griglia in rilievo sul retro. Sul davanti, abbiamo la stessa finitura opaca come nelle precedenti iterazioni PS, ma questa nuova cover posteriore, che si estende per tutta la lunghezza della parte posteriore del pad, e che sin da subito si percepisce come superiore, sembra offrire una presa molto più decisa e sicura nel corso delle sessioni di gioco.
Quando però lo abbiamo testato con Driveclub e Knack, nella Sony lounge area, inizia a crescere in noi un dubbio, anche se non riusciamo a comprenderne il perchè. Non ci troviamo a nostro agio con questo controller. Un rapido salto allo stand di The Last of Us e rimandiamo il confronto a dopo. Ma ecco che ci rendiamo conto che questo turbamento è dato dalla combinazione di tre fattori. Il nuovo controller PS4 è in assoluto il pad più spesso di tutti quelli esistenti finora, tanto che abbiamo difficoltà a stringerlo completamente tra le mani. Le impugnature del controller non sono più assottigliate verso le rispettive estremità come nelle precedenti versioni, e questo non ci permette di avvolgere facilmente i nostri palmi. Questo - unito ad un piccolo cambiamento nella posizione dei due stick analogici - significa che i pollici non vanno più al centro del pad in linea retta, ma ad angolo fino ad inclinarsi verso l'alto, come due lati di un triangolo equilatero, che puntano nel centro del ponte centrale del controller.
Questo pad, dunque, ci appare molto scomodo...ma perchè lo impugniamo alla vecchia maniera. Un problema che avremo un po' tutti all'inizio, ma che tenderà ad affievolirsi nel tempo - e seppur siamo ancora un po' turbati da questa diversa angolazione, la nuova leva ci appare da subito molto più comoda (siamo d'accordo con chi ha avuto qualche problema con la precedente configurazione del dual stick). Gli stick hanno un cerchio interno anabbagliante che offre una presa migliore sui bordi sotto la pelle dei nostri pollici, mentre quello convesso più piccolo, interno a quello grande, rende la presa dei pollici molto più agevole e salda.
I tasti "Start" e "Select" non sono più in gomma, ma sono stati posizionati, come strisce in plastica laterali, vicino al nuovo D-Pad in rilievo (la pulsantiera Hadoken standard sembra sia piuttosto buona, anche se non è ben "schiacciabile" come vorremmo) e ai pulsanti frontali (sono sempre gli stessi, anche se le icone sembrano leggermente più grandi), mentre sono stati sostituiti i nomi e le funzionalità. E' stato infatti aggiunto il tasto "Share" (per le modalità social e di condivisione che offre il nuovo sistema) e "Opzioni" (l'ipotesi è che i nuovi titoli ci richiederanno un modalità di gioco molto più specializzata, con un sotto-menù di controllo piuttosto che il generico menù in pausa)
Il pulsante PS è stato spostato nella parte inferiore del ponte del pad, anche se è ancora in mezzo (e anche in questo caso, non riscontriamo alcun cambiamento al tatto o nel design). Al posto dei pulsanti standard (ora posizionati sul retro, come appena visto), troviamo il nuovo microfono, proprio nel mezzo del ponte del pad, e il rettangolo touch-pad del controller - che in realtà non abbiamo mai utilizzato nelle demo che abbiamo testato, anche se fa un click piacevole quando lo si schiaccia (e il pad si sfiora appena nella parte superiore del controller). Il lip è posizionato accanto al connettore USB standard per collegarlo alla macchina, un triangolo luminoso che indica con un colore il turno del giocatore. Quella parte è completamente liscia, il bagliore blu è un'aggiunta piuttosto interessante, anche se il suo posizionamento è un po' scomodo: infatti, se giocassimo in multiplayer di giorno (o in un luogo che non sia una stanza buia), risulta poco utile, rispetto ai LED rossi 1-4 del precedente pad PS3, in quanto poco visibile.

I pulsanti dorsali e i grilletti: entrambi sono simili e reattivi proprio come prima, sebbene i grilletti siano adesso molto più pronunciati alle estremità, e l'alloggiamento risulta più triangolare rispetto a prima. Nel momento in cui ci abitueremo a questa nuova forma più ingombrante, in cui siamo costretti ad afferrare i trigger come se fossero bastoni tra le nostre mani, potremo goderci in santa pace (e senza crampi) una sessione agguerrita di CoD.
Molto simile alla macchina a cui sarà collegato, il nuovo design del controller PS4 inizia gradualmente a piacerci, quanto più lo guardiamo e studiamo. Si tratta di una reiterazione fiduciosa di un classico giapponese. Non ci resta che abituarci a rimodellare le nostre mani in modo diverso rispetto alla forma che ci ha accompagnato per quasi un decennio.
