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UHD: quale futuro?

Abbiamo visto la nuova tecnologia in azione. Il passaggio sarà notevole ma, probabilmente, non ci sorprenderà come quando superammo la definizione standard. Non ancora, perlomeno.
Lorenzo Mosna 14 Gennaio 2013

Nonostante gli effetti del jet lag mi stiano ancora tormentando, durante il lungo viaggio da Las Vegas all'Europa ho avuto modo di riflettere sulle migliori cose viste al CES 2013. Quest'anno, come non mi stancherò mai di ripetere, la tecnologia protagonista dello show è stata l'ultra alta definizione.

A quanto pare, però, l'ultra alta definizione non passerà attraverso la risoluzione 2K ma si orienterà verso la risoluzione 4K. Per intenderci, 4K significa 8 milioni di pixel, ovvero il quadruplo rispetto ai 2 milioni di pixel dell'attuale Full-HD. In altre parole, quando l'ultra alta definizione arriverà sul mercato, ci troveremo di fronte a una tecnologia sensibilmente superiore a quella attuale.

Quando si realizzò il passaggio dalla definizione standard all'alta definizione, ottenemmo immagini con una risoluzione cinque volte superiore alla tecnologia precedente, che fu sviluppata nel 1963. Ci vollero dunque circa quarant'anni prima di giungere allo standard attuale, ma ce ne vorranno molti meno per il passaggio all'ultra alta definizione. Tecnicamente, il passaggio dal Full-HD all'UHD è sostanzialmente equiparabile al passaggio tra SD e HD. Quest'ultimo, infatti, aumentò la risoluzione di cinque volte mentre, come ho scritto più in alto, il 4K aumenterà la risoluzione di quattro volte. Ma il risultato è molto diverso.

Il passaggio dalla definizione standard all'alta definizione, infatti, ci ha segnati profondamente. Quando vedemmo le prime immagini in HD, le reazioni furono di meraviglia e sorpresa. Questo perché l'alta definizione è capace di cogliere una quantità di dettagli a cui i nostri occhi non erano stati abituati nei quarant'anni precedenti. Se ne deduce la presenza di un profondo iato, di un punto di discontinuità tra quello che era la definizione standard e quello che è il Full-HD.

Il passaggio tra Full-HD e UHD, invece, ci sorprenderà meno. Certo, anche in questo caso pronunceremo qualche "wow" e resteremo incantati dal dettaglio colto da alcune immagini, ma sono convinto che la sorpresa sarà meno forte.

Semmai, l'ultra alta definizione ci permetterà di aumentare in maniera significativa le dimensioni dei nostri schermi, senza però aumentare la distanza minima di visione. Prendete un televisore in Full-HD di 80 o più pollici: vi accorgerete che, a meno di quattro metri di distanza, le immagini vi appariranno piuttosto sgranate. Con un UHD da 85', invece, le immagini sono nitide e piacevoli già da due metri e mezzo. O forse meno.
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Inoltre, la tecnologia UHD permette di visualizzare il 3D a risoluzioni mai viste e in tecnologia con occhiali passivi. Attualmente, i televisori in Full-HD passivi possono visualizzare immagini a una risoluzione dimezzata. Questo perché, al fine di ottenere un'immagine stereoscopica, le linee pari dell'immagine vengono polarizzate per l'occhio sinistro, mentre quelle dispari finiscono all'occhio destro (o viceversa). In altre parole, un televisore con 1080 linee orizzontali è in grado di offrire immagini 3D ad un massimo di 540 linee per occhio.

Anche l'UHD non può prescindere da questo "sacrificio" di linee. Ma, poiché ne ha a disposizione 2160, le sue immagini 3D raggiungono le 1080 linee orizzontali. In altre parole, con il 3D UHD abbiamo a disposizione un'immagine in Full-HD per occhio.

Infine, anche se il CES vuole presentarci il futuro dell'elettronica, quando parliamo di UHD parliamo di qualcosa di già disponibile. I primi televisori UHD, infatti, sono già in vendita (al momento a prezzi improponibili) e nel corso di qualche anno inizieranno a sostituire i televisori Full-HD nelle case di ogni utente medio.

Eppure, possiamo già intravedere un possibile futuro. Non si tratta di un ulteriore aumento di risoluzione - nonostante l'impressionante televisore 8K visto nel padiglione di Sharp - quanto piuttosto in una nuova tecnologia inerente allo schermo. Sto parlando, ovviamente, della tecnologia OLED. Sia Sony che Panasonic hanno presentato i propri prototipi OLED 4K, e in entrambi i casi il risultato è stato davvero sorprendente. Sony, in particolare, mi ha permesso di avvicinarmi a pochi centimetri dallo schermo. Sul televisore scorrevano le immagini del carnevale di Rio, e l'immagine era così definita che potevo tranquillamente contare il numero di piume sulla testa di una ballerina di samba ripresa a venti o trenta metri di distanza.

Se dovessi fare una previsione, dunque, ritengo che sarà il passaggio da LED e Plasma a OLED a lasciarci con la mascella sul pavimento, piuttosto che il passaggio da Full-HD a UHD. In ogni caso, è evidente che la risoluzione 4K, con ogni probabilità, ci accompagnerà per i prossimi dieci anni almeno. Siamo di fronte a un futuro fatto di immagini più nitide e più sorprendenti. Il "piccolo schermo" sarà sempre più grande.

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