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Un rivestimento d'argento - Xbox One controller hands-on

Magari questo E3 non è stato proprio eccezionale per Microsoft, ma il nuovo controller potrebbe risollevare le sorti.
Bengt Lemne 17 Giugno 2013

Senza dubbio, la performance di Microsoft a questo E3 2013 è stata terribile. Certo non per la mancanza di software di qualità. Chiunque sostenesse che tutto si riduce ai giochi, ovviamente, forse non ha preso in considerazione quali effetti avrebbero sortito le regole in merito alla proprietà e il prezzo oneroso della nuova console.

Quando si dà una veloce occhiata al nuovo controller di Xbox One, risulta difficile intuire le 40 novità, tra cambiamenti e migliorie, apportate a questo pad rispetto a quello precedente. La prima differenza evidenziata, quando ho iniziato a giocare, è stata che il controller è leggermente più piccolo. Non necessariamente un miglioramento, ma il controller faceva sentire le nostre mani più grandi.

Molto è stato fatto in merito al rumble del controller, in quanto i quattro piccoli motori (due dei quali posizionati dietro i trigger) ci forniscono quello che in teoria dovrebbe offrirci un senso di direzione. Per esempio, adesso siamo in grado di percepire quando la ruota va fuori strada in Forza Motorsport 5. Ad essere onesti, nella demo E3 del gioco non lo abbiamo notato quando diamo al Koenigsegg una spinta. E non siamo neanche sicuri se questo dipenda dal fatto che tale funzione si presenti in modo sottile e naturale, o se si tratta, in realtà, di una di quelle cose che non hanno molto effetto, alla fine.

I pulsanti analogici sono fantastici - rispondono perfettamente e sono molto comodi. Riguardo al fatto che siano molto sensibili, ci vorrà un po' per abituarsi, ma una volta assuefatti, non dovrebbe esserci alcun ripensamento. I pulsanti frontali, ravvicinati e appena in rilievo rispetto alla superficie del controller, ci hanno anche loro impressionato. E seppur non abbiamo avuto la possibilità di provare per bene il D-pad in un gioco significativo, anche questo sembra tuttavia migliorato.

C'è una tuttavia un aspetto che mi ha un po' preoccupato: mentre i trigger angolarii li sentivo sotto le dita come piuttosto confortevoli, lo stesso non si può dire dire per quelli dorsali. La plastica dura dei tasti non li rende per nulla reattivi, e questo rende il controller un po' cheap.

Abbiamo anche avuto la possibilità di provare il nuovo Kinect con Fantasia: Musica Evolved. Mi è sembrato molto buono e reattivo, più accurato, ma soprattutto abbiamo potuto giocare in una camera standard all'E3, restando in piedi abbastanza vicini allo schermo (un paio di metri). Le Tech demo ci hanno sicuramente suggerito con quanta precisione il Kinect 2 sia in grado di registrare i movimenti, e in un gioco come Fantasia, questo significa che possiamo agitarci anche molto meno per permettere al dispositivo di recepire i nostri movimenti.

I giochi con cui abbiamo provato il nuovo controller di Xbox One sono i seguenti: Ryse: Son of Rome, Forza Motorsport 5, The Crew, forse non proprio gli ideali per testare tutte le funzionalità di questo nuovo pad. Col senno di poi, qualche extended play con uno sparatutto in prima persona avrebbe certamente offerto una migliore visione d'insieme, ma come potete immaginare le file all'E3 erano interminabili nei reparti next-gen.

Nel complesso, l'hands-on sul controller di Xbox One non ci ha travolto completamente, sembra più che altro un'estensione naturale ed evoluta di quello con cui abbiamo giocato su Xbox 360, per quanto riguarda le modalità di controllo. Questo non vuol dire necessariamente che sia una brutta cosa, ma non è probabilmente l'aspetto che ci ha più colpito di questo E3.

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