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World of Warplanes

World of Warplanes

Dopo World of Tanks le battaglie online si spostano nei cieli. Abbiamo provato la versione alpha di World of Warplanes, il nuovo MMO prodotto da Wargaming.net

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Qualche settimana fa ho fortuitamente incontrato un amico che non vedevo da parecchio tempo. Lui, al corrente del mio lavoro nel giornalismo videoludico, mi ha subito parlato di videogiochi. Ci troviamo in un bimestre in cui sta uscendo praticamente ogni ben di dio: Battlefield 3 prima, Zelda, Skyrim e Assassin's Creed dopo. Eppure il mio amico, spiazzandomi, ha avviato una conversazione su World of Tanks.

Sembra incredibile, ma questo MMO con modello free to play è riuscito a conquistare oltre 700.000 giocatori in poco più di sei mesi. Il concept è semplice: controlla un carro armato, entra in una squadra e fai fuori gli avversari connessi in rete. Wargaming.net, gli sviluppatori dietro al progetto, hanno fatto un ottimo lavoro: il gioco non solo presenta un perfetto bilanciamento tra profondità e semplicità di gioco, ma è anche aiutato da una buona grafica e da un modello di business tutt'altro che impari.

Spesso il modello "free-to-play" si traduce in un modello "pay-to-play". Ovvero: giocare è gratuito, ma chi intende proseguire oltre un certo livello è obbligato a tirare fuori qualche euro. World of Tanks non è così: tutti possono raggiungere ottimi livelli, ma chi paga ha una progressione più rapida.

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"Non volevamo creare un gioco in cui solo chi ha disponibilità economica può divertirsi" ha affermato Arthur Pratapopau, PR Manager di Wargaming.net incontrato in occasione della Gamesweek a Milano. "Abbiamo studiato il sistema in modo tale che siano le persone con meno disponibilità di tempo ad essere spinte a investire qualche soldo nel gioco. Penso ad esempio a un businessman, che gioca pochi minuti alla settimana: per progredire a un certo punto sentirà il bisogno di passare a un account premium". Il sistema, in altre parole, premia i giocatori hardcore, favorendo chi dedica ore al gioco tenendo costantemente attiva la comunità.

Lo stesso modello economico sarà applicato a World of Warplanes, secondo titolo di questa serie di MMO già in fase closed alpha. Il gioco, in molti modi, è una versione aerea di World of Tanks. Stessa grafica accattivante, stesso caos nei combattimenti 15 vs 15, stesso hud ridotto ai minimi termini, stessi controlli intuitivi ma completi.

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Nonostante si parli di titolo strategico (specie per la natura a squadre delle battaglie), a un primo sguardo il gioco ricorda molti titoli action-arcade dedicati alle battaglie aeree. Lo span temporale in cui si collocano i velivoli va dal primo dopoguerra al secondo dopoguerra, con conseguente inserimento di aerei divenuti un mito del secondo conflitto mondiale, tra cui il Messerschmitt Bf 109 della Luftwaffe e l'indimenticabile Ilyushin IL-10 delle potenze sovietiche. Come in World of Tanks, possiamo attenderci diversi velivoli in arrivo tramite DLC a pagamento che, oltre ai caccia monomotore, includeranno piccoli biplani e i primi esempi di aereo a reazione. Naturalmente gli sviluppatori lavoreranno molto sul bilanciamento dei vari velivoli, al fine di non avvantaggiare in maniera iniqua i possessori degli aerei più ambiti.

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Gli aerei saranno divisi in tre classi: caccia leggeri, caccia pesanti e aerei da attacco al suolo, ognuno con i propri pro e i propri contro. L'ultima classe, in particolare, sarà utile per prendersi cura delle difese antiaeree controllate dal computer, nonché per distruggere particolari obiettivi nemici segnati sulla mappa. Oltre a queste tre classi si segnala la presenza di bombardieri i quali, però, saranno presenti come aerei esclusivamente controllati dall'intelligenza artificiale.

Il gioco, in ogni caso, è profondamente incentrato sul dogfight. Nonostante la presenza di razzi per distruggere obiettivi a terra, l'arma principale resta il cannone con il quale colpire i nemici che ci ronzano attorno.

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A livello tecnico, pur trattandosi di un gioco in fase alpha, siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla qualità grafica del titolo. L'effetto "texture di Google Maps" che si rivela in molti giochi di volo quando si ha la malaugurata idea di avvicinarsi al suolo è assente, e in generale si ha un buon livello di dettaglio, vistosamente superiore a quello di tanti altri giochi di volo. La vista è esclusivamente in terza persona, e gli sviluppatori confermano che non vi sarà la possibilità di utilizzare una visuale cockpit, spesso amata dagli amanti dei simulatori di volo. Non trattandosi di una simulazione ma di un gioco arcade votato al multiplayer, la scelta appare ponderata.

Per quanto riguarda i controlli, durante il nostro test abbiamo avuto la possibilità di giocare con un joystick. In questo caso il controllo è paragonabile a quello dei più comuni giochi di volo: si muove la cloche per cabrare o picchiare, si combina movimento del joystick e rotazione dell'asse del timone per virare. Semplice ma funzionale, sebbene non in grado di riprodurre in maniera fedele alcune manovre imparate dopo qualche anno di pratica con Combat Flight Simulator (ad esempio non funziona la scivolata d'ala, utile per perdere quota senza aumentare la velocità quando si è inseguiti da un nemico). In sintesi: pur trattandosi di un arcade si ha la sensazione che gli sviluppatori dovranno lavorare ancora un po' sui controlli.

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Il nostro hands-on del gioco, in ogni caso, è risultato più che soddisfacente. Abbiamo provato l'emozione di combattere con altri 29 giocatori in Russia, mentre ce ne stavamo comodamente seduti in una hall della fiera di Milano. Wargaming.net sta portando avanti un ottimo lavoro, e l'azienda prevede di rilasciare il gioco nella seconda metà del 2012. Dopo World of Warplanes sarà la volta di World of Battleships, che aggiungerà le navi a questo universo in espansione.

A questo punto la domanda per Arthur Pratapopau è stata spontanea: unirete mai questi tre mondi? Creerete un campo di battaglia enorme, con carri armati, aerei e navi? Arthur ci ha risposto con un sorriso, dicendoci che per mantenere la qualità di ogni gioco al momento un'operazione del genere è impossibile. In ogni caso i tre giochi saranno legati fra loro dai clan, che potranno conquistare il mondo in una sorta di mega-tabellone del Risiko a prescindere dal veicolo, velivolo o natante controllato. Aspettiamo dunque di solcare i cieli con World of Warplanes che, per il momento, promette di essere un degno compagno di World of Tanks.

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