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Zombie Army 4: Dead War

Zombie Army 4: Dead War - Provato

Abbiamo provato il nuovo divertente action co-op di Rebellion ad una recente sessione milanese.

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Che vi piaccia o no, gli zombie continuano ad essere un classico intramontabile molto amato dai giocatori. Il fatto che non ci siamo ancora stancati di ammazzare non-morti in Resident Evil 2: Remake o in Days Gone - giusto per citare i casi videoludici della scorsa annata - la riprova che il genere gode ancora di ottima salute ed è ancora vivo e vegeto (perdonate la battuta). Ne sa qualcosa Rebellion, che con Zombie Army 4: Dead War decide di infondere ulteriore linfa vitale (!) ad una serie che è dura a mollare. In vista della sua uscita il prossimo 4 febbraio, abbiamo avuto occasione di mettere ancora una volta alla prova questo divertente gioco cooperativo, che ci vede indossare i panni di un gruppo di militari chiamati ancora una volta ad estirpare la maledetta feccia nazista zombie. Mettendo insieme elementi tipici dei film horror di serie Z, la nuova fatica di Rebellion non si prende mai troppo sul serio ed è proprio questo il motivo per cui, nel nostro paio d'ore di prova insieme ad altri colleghi, ci siamo divertiti parecchio in sua compagnia - nonostante alcuni problemi, ma ci torneremo tra poco.

Chi si avvicina per la prima volta a Zombie Army 4: Dead War farebbe bene a sapere sin da subito che se si cerca verosimiglianza storica in questa serie, farebbe meglio a guardare altrove. Uno dei punti di forza del nuovo gioco di Rebellion è proprio da rintracciare in questa totale strafottenza per la veridicità storica, dove orde di zombie nazisti brancolano per alcune città europee nel pieno di una Seconda Guerra Mondiale in pieno svolgimento, dove con armi più o meno creative, siamo chiamati a combatterli insieme ad un gruppo di tre amici. Nessun particolare cambiamento alla formula originale, anzi, lo studio britannico preferisce non allontanarsi troppo da un percorso sicuro, ma che funziona ancora molto bene. Ciò che cambia è senza dubbio la quantità di armi cui possiamo attingere dal nostro armamentario (primaria, secondaria, pistola e corpo a corpo), oltre anche ai vari perk e modifiche, che senza dubbio aggiungono un po' di pepe all'esperienza già ricca e ghiotta.

Ognuna di queste armi può essere aggiornata usando i kit per aggiungere accessori e l'aggiornabilità di alcune si sblocca man mano che si avanza di livello. Oltre a questo, è anche possibile aggiungere skin alle armi e ai personaggi, copricapo, emote, provocazioni, ma anche amuleti al nostro personaggio e alle armi e cambiare i reticoli a nostro piacimento. Insomma, da questo punto di vista, i giocatori possono sbizzarrirsi per quanto concerne la personalizzazione dell'esperienza.

Zombie Army 4: Dead War

A tal proposito, i giocatori possono anche scegliere tra quattro personaggi diversi (Shola, Boris, Karl e Jun), ciascuno con abilità individuali, con cui è possibile farsi strada nelle varie aree che hanno accompagnato la nostra prova. E, come è facile intuire, il fatto che ogni personaggio abbia una sua abilità distintiva spinge ancor di più i giocatori a collaborare come squadra e non a lavorare come singolo, soprattutto quando le orde di zombie iniziano ad essere sempre più intense e i proiettili cominciano a scarseggiare.

Ed è proprio qui che risiede il cuore dell'esperienza di Zombie Army 4: Dead War. Le enormi distese sarde in cui ci siamo trovati a combattere, così come i corridoi stretti dell'ambientazione napoletana, ci obbligavano a stare vicini, mentre eravamo impegnati ad imbracciare i nostri fucili da caccia e a seminare il panico con i pugni elettrici per uccidere alcuni nazi zombie a corto raggio fino a quando non smettevano di venirci incontro. Altra grande importanza viene assunta dal fattore ambientale, che molto spesso fa la differenza tra la vita e la morte quando ci si trova nel vivo della battaglia e si è a corto di munizioni.

Aguzzare la vista e sfruttare l'ambiente a proprio vantaggio può essere un ottimo modo per sopravvivere, credici sulla parola. Per quanto riguarda la varietà di nemici in cui ci siamo imbattuti, siamo rimasti piuttosto soddisfatti: ne abbiamo incontrati alcuni lenti ma feroci, altri corazzati fino ai denti marci, esplosivi suicidi e un gigantesco tizio non morto con in mano un enorme lanciafiamme. Da questo punto di vista Rebellion non ha lesinato in termini di creatività e questo senza dubbio contribuisce in modo efficace a mantenere sempre fresca l'esperienza, nonostante una formula anche piuttosto usurata.

Zombie Army 4: Dead WarZombie Army 4: Dead WarZombie Army 4: Dead War

Che forse è un po' il limite di Zombie Army 4: Dead War: non provare a sforzarsi a fare qualcosa di nuovo. Comprendiamo perfettamente che talvolta continuare su una strada già battuta e sicura può essere a suo modo confortante, ma soprattutto in un genere così ancora popolare provare a fare il passo in più può fare (ancora) la differenza. Tralasciando qualche bug tecnico - ma Rebellion era stato onesto e aveva precisato che avrebbero potuto esserci delle problematiche durante la nostra esperienza, è difficile uscire dall'esperienza con Zombie Army 4: Dead War senza un sorriso sulle labbra.

Certo, non inventerà la ruota, non è il gioco più originale a cui giocheremo quest'anno, ma sa il fatto suo quando si tratta di giocare in compagnia di un gruppo di amici in cooperativa. Ora non ci resta che attendere il prossimo 4 febbraio per mettere le mani sul gioco completo, data in cui il Zombie Army 4: Dead War debutterà ufficialmente su PlayStation 4, Xbox One e PC.

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