La legittimità degli esports in quanto competizioni sportive a tutti gli effetti è oramai un argomento abbastanza discusso, soprattutto perché sempre più spesso si parla della loro inclusione ai prossimi Giochi Olimpici. La Cina ha fatto una dichiarazione piuttosto audace in quanto il Ministero delle Risorse Umane e Sicurezza sociale ha annunciato che considera i giocatori "esports professionisti" come professione riconosciuta, come riportato da Dot Esports.
Detto questo, il "potenziamento di un account" è indicato nella descrizione di questa professione come parte del proprio lavoro, un reato che potrebbe farti bandire in molte competizioni se non svolto in modo corretto. Non è chiaro se si tratti di un errore o di un errore di comunicazione, ma è comunque strano leggerlo..
Tuttavia, non tutti i Paesi hanno la stessa opinione sugli esport, dal momento che il presidente della Federazione Sportiva Olimpica tedesca Alfons Hörmann recentemente ha dichiarato che "gli esports non esistono".
Il comitato olimpico internazionale è in trattative con il settore da mesi per quanto riguarda l'inclusione degli esports all'evento, incluso un vertice in Svizzera, e anche se siamo già al corrente del fatto che i giochi violenti non saranno ammessi, il dibattito sulla questione sta proseguendo in modo abbastanza vivace.
Pensi che la scelta della Cina potrebbe aprire in una direzione positiva?