Secondo una nuova indagine riportata da CNBC, i siti web che danno accesso a codici e mod potrebbero indurre un maggior numero di giovani a sviluppare competenze criminali in attività come l'hacking, oltre a renderli più propensi a essere coinvolti nell'hacking delle chat.
Queste informazioni vengono riportate dall'Agenzia Nazionale del Crimine del Regno Unito (NCA), che afferma inoltre che la disponibilità di tutorial per i programmi di malware Trojan di accesso remoto e attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) stanno abbassando la barriera del cybercrime a livelli decisamente più bassi.
Inoltre, il report suggerisce che i più giovani possono essere attratti da queste attività, in quanto non li considerano crimini veri e propri, in quanto, a loro detta, non c'è alcun guadagno economico.
"C'è un grande interesse nel raggiungere i giovani prima che si facciano coinvolgere in attività di crimine informatico, quando le loro competenze possono ancora essere una forza, se usate in modo positivo", ha tuttavia suggerito l'NCA. "Lo scopo di questo report è stato quello di comprendere i percorsi che i trasgressori adottano e individuare i punti di intervento più efficaci per deviarli verso un percorso più positivo".
Il fenomeno del cybercrime sta crescendo tra i giovani, e uno su 10, di età compresa tra i 16 e i 19 anni, nel Regno Unito è in contatto con qualcuno che ha partecipato a tali attività che potrebbero essere considerati illegali, secondo un rapporto di Kaspersky Lab, che suggerisce anche che il 35% rimarrebbe sorpreso se un amico avesse attaccato il sito web della banca.
Pensate che si tratti di semplice allarmismo, oppure questa indagine potrebbe in qualche modo mettere in luce un potenziale rischio?
