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The Evil Within 2

[Aggiornata] La rivendita di giochi usati a marchio Bethesda potrebbe essere bloccata in futuro?

Un'azione contro un utente privato potrebbe essere il sintomo di una nuova policy adottata dalla compagnia.

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Aggiornamento:

Polygon avrebbe ricevuto un comunicato ufficiale da parte di Bethesda in merito alla questione:

Bethesda non blocca e non bloccherà la vendita di giochi usati. Il problema in questo caso è che il venditore offriva un gioco usato come "nuovo" sul Marketplace di Amazon.

Non permettiamo ai rivenditori non autorizzati di rappresentare ciò che vendono come "nuovo" perché non possiamo verificare che il gioco non sia stato aperto e riconfezionato. In questo modo contribuiamo a proteggere gli acquirenti dalle frodi e facciamo in modo che i nostri clienti ricevano sempre un nuovo prodotto autentico, con tutti i materiali inclusi e la garanzia intatta.

In questo caso, se il gioco fosse stato inserito come "Pre-Owned", non ci sarebbe stato problema.

Insomma, allarme rientrato e solo maggiore garanzia per tutelare gli acquirenti da parte di Bethesda.

Giochi usati? No, grazie. Sembra essere questa la nuova politica relativa ai titoli a marchio Bethesda, scelta voluta fortemente dalla ZeniMax Media - l'azienda madre del brand - come riportato da Polygon in questi giorni.

Secondo quanto riportato dal portale, infatti, Bethesda avrebbe chiesto al noto reseller Amazon di bloccare la vendita di una copia usata di The Evil Within 2, sequel del gioco horror sviluppato da Tango Gameworks. A raccontare la vicenda è il rivenditore in questione, tal Ryan Hupp di Philadelphia, il quale racconta di aver ricevuto un messaggio da parte dell'ufficio legale Vorys da parte di Bethesda, intimandolo a rimuovere l'oggetto dalla vendita, pena il procedimento per vie legali in caso di opposizione. Per non incorrere in cause legali, il rivenditore ha deciso di rimuovere l'annuncio in via preventiva, non senza far polemica: infatti, negli Stati Uniti vige la possibilità per un qualsiasi utente privato di rivendere la propria copia, purché non modificata, grazie alla legge First Sale Doctrine. Ciò che ha mosso i legali di Bethesda ad inviare la notifica al venditore privato è la mancanza di garanzia per il gioco usato, che renderebbe quest'ultimo "diverso" (e dunque, modificato) rispetto alla copia venduta normalmente in negozio.

Non sappiamo se la compagnia possa effettivamente appellarsi a questa postilla per procedere per via legali e non è chiaro se questa azione sia limitata solo a questa copia oppure verrà estesa ad altri giochi usati a marchio ZeniMax, ma in caso affermativo, la vendita di tali prodotti rischia di essere compromessa, soprattutto se si pensa che molte catene vivono proprio sulla compravendita di giochi usati. Resta da capire se questa procedura sarà valida solo per le vendite da privato a provato oppure andrà ad intaccare tutto il settore.

Attendiamo nuove mosse da parte di ZeniMax e Bethesda, a questo punto.

The Evil Within 2

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