La Corte di Giustizia Europea (CGUE) ha stabilito che la controversa cosiddetta "legge dei ghetti" danese potrebbe violare le regole UE sull'uguaglianza razziale, suscitando speranze tra residenti e attivisti che la legislazione possa essere annullata.
La legge, introdotta nel 2018, consente alle autorità di demolire o vendere alloggi sociali in aree etichettate come "società parallele", dove almeno la metà dei residenti è classificata come di origine "non occidentale" e dove indicatori socioeconomici come disoccupazione o criminalità sono elevati.
Sentenza della CGUE: Il caso sarà esaminato attentamente
Nella sua sentenza, la CGUE ha affermato che la legge potrebbe portare a un trattamento diseguale e a un rischio maggiore di sfratto per i residenti rispetto a chi vive in aree simili con livelli di immigrazione più bassi. Sebbene la corte non abbia dichiarato la legge del tutto illegale, ha affermato che ora i tribunali danesi devono valutare se essa comporti discriminazioni basate sull'origine etnica.
I residenti dei quartieri colpiti, incluso il quartiere Mjølnerparken di Copenaghen, hanno accolto con favore la decisione e hanno dichiarato di essere fiduciosi di vincere la causa nei tribunali danesi. Oltre 1.000 persone sono state costrette a trasferirsi a causa di questa politica, con gli affitti in forte aumento. Il ministero per gli affari sociali della Danimarca ha dichiarato che il caso tornerà ora alla corte suprema orientale e che esaminerà attentamente la sentenza della CGUE.