Gli elettori portoghesi si recano alle urne domenica per scegliere il loro prossimo presidente in quella che gli analisti descrivono come una delle competizioni presidenziali più imprevedibili degli ultimi decenni, riflettendo un panorama politico profondamente frammentato. I sondaggi d'opinione suggeriscono che almeno tre candidati sono in corsa per il primo posto. Se nessuno ottiene la maggioranza assoluta, il Portogallo terrà un secondo turno l'8 febbraio, uno scenario che non si verifica in una corsa presidenziale da circa 40 anni.

Perché la presidenza è importante
Il presidente del Portogallo non è un leader esecutivo quotidiano, ma la carica esercita un'influenza notevole, specialmente in tempi di instabilità politica. Il capo dello Stato può sciogliere il parlamento, destituire un governo, porre il veto a leggi e indire elezioni anticipate. Il presidente uscente Marcelo Rebelo de Sousa, un conservatore che ricopre la carica dal 2016, si dimette dopo aver raggiunto il limite costituzionale di due mandati. Durante il suo mandato, ha esercitato la sua autorità per convocare elezioni parlamentari anticipate tre volte, l'ultima nel 2025.
Come funziona il voto
Per vincere direttamente, un candidato deve ricevere più del 50% dei voti validi. Gli elettori scelgono un solo candidato e, se nessuno supera la soglia della maggioranza, i primi due classificati accedono al ballottaggio. Qualsiasi cittadino portoghese sopra i 35 anni può candidarsi alla presidenza, a condizione di raccogliere almeno 7.500 firme di supporto. Sia la candidatura che le firme devono essere approvate dalla Corte Costituzionale.
I principali candidati
Andre Ventura (42)
Leader del partito di estrema destra Chega, Ventura è un ex commentatore televisivo sportivo che ha fondato il partito circa sette anni fa. Chega è cresciuta diventando la seconda forza parlamentare più grande del paese lo scorso anno grazie a una piattaforma incentrata sulla lotta alla corruzione e su politiche migratorie più severe. Sebbene Ventura abbia ripetutamente affermato che il suo obiettivo finale è diventare primo ministro, gli analisti spesso descrivono il partito come strettamente legato alla sua leadership personale e alla sua immagine.
João Cotrim de Figueiredo (64)
Membro del Parlamento Europeo ed ex leader del partito liberale pro-impresa, Cotrim de Figueiredo fa campagna per tasse più basse e una maggiore flessibilità sul mercato del lavoro. La sua campagna è stata scossa questa settimana dopo che un ex collaboratore lo ha accusato di aggressioni sessuali passate in un post online ora cancellato. Ha fermamente negato l'accusa, definendola un tentativo politicamente motivato di ostacolare la sua candidatura.
Antonio Jose Seguro (63)
Ex leader del Partito Socialista, Seguro si è allontanato dalla politica di prima linea dopo aver perso la leadership del partito nel 2014 a favore del futuro Primo Ministro Antonio Costa. Da quando ha annunciato la sua candidatura presidenziale lo scorso giugno, si è posizionato come rappresentante di una sinistra "moderna e moderata", sostenendo che tale posizione sia necessaria per contrastare l'ascesa delle forze populiste di estrema destra.
Henrique Gouveia e Melo (65)
Ammiraglio in pensione ed ex capo della Marina portoghese, Gouveia e Melo ha ottenuto riconoscimento nazionale nel 2021 quando ha supervisionato la campagna vaccinale contro il COVID-19 del Portogallo, ampiamente lodata per la sua rapidità ed efficienza. Senza alcuna esperienza politica precedente, si presenta come una figura unificante e apartitica, capace di guidare il paese attraverso la crescente polarizzazione.
Luis Marques Mendes (68)
Sostenuto dal partito al governo, il Partito Socialdemocratico di centro-destra, Marques Mendes guidò brevemente il partito tra il 2005 e il 2007 prima di diventare un noto commentatore politico televisivo. Il suo messaggio elettorale chiede una maggiore "ambizione" nazionale e una rottura da quella che descrive come una cultura politica compiacente e rassegnata.
Cosa c'è in gioco
Oltre alla scelta di un nuovo capo di stato, le elezioni metteranno alla prova la forza dei partiti tradizionali portoghesi contro le nuove forze politiche, in particolare l'estrema destra. Senza un favorito chiaro e con la forte possibilità di un ballottaggio, il risultato potrebbe indicare come la politica portoghese si stia evolvendo (e quanto l'elettorato sia diviso) in vista del prossimo ciclo parlamentare.