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Chris Roberts rassicura i fan di Star Citizen

Il modulo FPS arriverà e il gioco sarà qualcosa di gigantesco.
Bengt Lemne 22 Luglio 2015

Quando Cloud Imperium Games ha rinviato il modulo FPS "a tempo indeterminato" e l'executive producer, Alex Mayberry, ha rassegnato le sue dimissioni, non sono mancate serie preoccupazioni da parte dei fan in merito allo sviluppo di Star Citizen - un gioco che fino ad oggi ha raccolto oltre $85 milioni grazie al crowdfunding. Il fondatore della compagnia, Chris Roberts, ha colto l'occasione per affrontare questi problemi nella sua ultima "Letter from the Chairman". Ecco qualche stralcio importante:

"Sembra che alcuni punti chiave relativi al gioco siano stati un po' fraintesi con la mia ultima lettera sull'FPS, che non si allontanano da quanto già detto a maggio su Star Marine/modulo FPS. Come tutti voi sapete, non amiamo annunciare date certe per i moduli fino a quando sono in Public Test Universe (PTU), in quanto è difficile prevedere date esatte in uno sviluppo aperto, soprattutto nelle fasi che ancora coinvolgono la R&D. Siamo stati attaccati per questo più volte in passato, quindi ho ascoltato tutte le vostre richieste di non annunciare date finché non ne siamo sicuri. Forse abbiamo calcato un po' troppo la mano su questo aspetto, tanto che molti siti web dedicati ai videogiochi hanno iniziato a far circolare titoloni come "L'FPS di Star Citizen è stato rimandato a tempo indefinito!" che spesso è una frase eufemistica per dire che un progetto è in stand-by a tempo indeterminato o è stato cancellato.

Ma tranquilli, non è così! Siamo al lavoro sull'FPS - come potete vedere dal nostro aggiornamento di Venerdì - e lo avrete tra le mani il più presto possibile".

Roberts ha anche parlato del recente turnover di Cloud Imperium Games e del suo sviluppo aperto:

"Con una società delle dimensioni di CIG e delle sue sussidiarie, è normale che ci sia un turnover. Siamo una società molto grande adesso, interamente dedicata a creare Star Citizen e Squadron 42. Abbiamo quattro studi di sviluppo: Los Angeles, Austin, Wilmslow, Regno Unito e Francoforte, in Germania. Il nostro organico interno è passato da cinque a fine 2012 a 59 alla fine del 2013 per poi passare a 183 alla fine del 2014 e ora siamo 255. Si tratta di una crescita enorme. Il turnover in CIG c'è più o meno come in qualsiasi altra azienda. La differenza è che, dal momento che procediamo con uno sviluppo di tipo aperto, le persone hanno la possibilità di conoscere altre persone che lavorano sul gioco, in un modo che non sarebbe possibile con un editore normale, quindi un addio da parte di qualcuno diventa più evidente. A volte un dipendente può avere l'opportunità di andare altrove rivestendo un ruolo che sente più gratificante a livello personale. A volte il nostro ritmo di sviluppo è troppo vertiginoso, o a volte le persone vogliono solo fare qualche cambiamento per motivi personali".

Roberts ha anche colto l'occasione per spiegare quanto sia cresciuta la portata del gioco e quanto la vastità del progetto sia percepito da alcuni come un problema, quando questo in realtà è il concetto su cui si basa un prodotto come Star Citizen.

"Star Citizen preoccupa perché è grande, perché è un sogno audace. E' qualcosa per cui tutti gli altri provano paura. Non avete finanziato qualcosa come Star Citizen per vedere qualcosa di già visto. Siete qui a sostenerci affinché facciamo qualcosa di grande e di importante, fare cose che solitamente terrorizzano gli editori. Ci avete affidato i vostri soldi affinché sviluppassimo un gioco, non allineato con le nostre tasche. E noi di sicuro non abbiamo messo in piedi questa campagna per depositare il vostro denaro in banca, per garantirci un profitto e offrire una nuova replica di qualcosa di già visto. Ci avete sostenuto e questo andrà tutto a beneficio del gioco. Star Citizen è oggi qualcosa di molto più importante rispetto a quanto pensato nel 2012? Assolutamente sì. È una cosa negativa? Assolutamente no: è questo il maledetto punto".

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