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State of Mind racconta di un uomo diviso a metà

Abbiamo parlato con il creative lead Martin Ganteföhr.
David Caballero Editor-in-Chief Spain 27 Dicembre 2018

Abbiamo davvero apprezzato State of Mind (come potete leggere dalla nostra recensione) in quanto offre un universo intrigante e, soprattutto, una doppia narrativa sul transumanesimo che fa riflettere i giocatori dopo aver giocato. Al Fun & Serious Game Festival di Bilbao abbiamo avuto l'opportunità di parlare con il lead creative Martin Ganteföhr per saperne di più sul gioco e sul suo "high concept".

Ganteföhr ci ha spiegato che il personaggio principale Richard è "un uomo diviso a metà", un aspetto che i giocatori noteranno dal dualismo del gioco per cui l'autore dice che "non volevo che il gioco prendesse le parti troppo facilmente".

Parlando di tecnologia e potenziamenti che cambiano la vita, Ganteföhr crede che "si potrebbe arrivare al punto in cui le persone non sono più create uguali per il reale, e questo è ovviamente un pensiero minaccioso. Vengo dalla Germania e sono un po' sensibile a questo tipo di pensiero ".

Nell'intervista video completa Ganteföhr ha condiviso le sue riflessioni sull'arte low-poly di State of Mind, su come sia "radicalmente diverso" da Detroit: Become Human, e su come "tutti i videogiochi sono realtà virtuali".

Editor-in-Chief Spain David Caballero was editor-in-chief of Gamereactor Spain, writing for the site from 2011. He covered video games alongside film, tech and wider culture, and interviewed developers at events across Europe.
Profilo completo Autore di Gamereactor dal 2011 · 1.802 articoli pubblicati
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