Alcuni giochi di carte sono noti per essere piuttosto complessi e difficili da comprendere all'inizio, in quanto richiedono la conoscenza di molte regole e carte prima di diventare veramente bravi, e Magic: The Gathering è un esempio lampante da questo punto di vista.
Il gioco richiede ai giocatori di assemblare dei mazzi prima di addentrarsi nel mondo fantasy in cui il titolo è ambientato, e come riportato da Technology Review, Magic: The Gathering è ufficialmente "il gioco del mondo reale più computazionalmente complesso conosciuto in letteratura scientifica", almeno secondo un nuovo paper pubblicato da Alex Churchill (ricercatore indipendente e designer di giochi da tavolo a Cambridge, nel Regno Unito), Stella Biderman del Georgia Institute of Technology e Austin Herrick dell'Università della Pennsylvania.
Cosa significa? Beh, per prima cosa si tratta di decidere se i problemi possono essere risolti, come ad esempio provare a trovare dei calcoli o capire chi vincerà a scacchi. Tale difficoltà viene chiamata "complessità computazionale", che si basa sulle risorse necessarie per risolvere un problema. Se non ci sono algoritmi per risolvere un problema, questi vengono ritenuti semplicemente non calcolabili.
Churchill e il suo team hanno iniziato a convertire i poteri e le proprietà di ciascuna carta in una serie di passaggi che sono stati codificati, per poi giocare una partita all'interno di una macchina di Turing (una macchina informatica che utilizza regole per definire un risultato). Il risultato? Si scopre che le strategie dietro Magic: The Gathering non sono in realtà calcolabili, in quanto il computer non è in grado di determinare una strategia vincente.
"Questo è il primo risultato che mostra che esiste un gioco nel mondo reale per il quale determinare la strategia vincente non è calcolabile", dice il team. "Magic: The Gathering non si adatta alle ipotesi comunemente fatte dagli informatici durante la modellazione dei videogiochi".
