Per la prima volta, la Repubblica Democratica del Congo e il gruppo ribelle M23 si impegneranno in colloqui di pace diretti il 18 marzo nella capitale dell'Angola, una mossa mediata dall'Angola nella speranza di allentare la tensione di una crisi che ha ucciso migliaia di persone e ne ha sfollate centinaia di migliaia.
Nonostante la resistenza di lunga data da parte del governo del Congo a negoziare con l'M23, il crescente tributo umanitario e l'instabilità regionale sembrano aver costretto a un cambiamento, anche se i funzionari di Kinshasa devono ancora confermare la loro partecipazione.
Il conflitto, alimentato dalle accuse al Ruanda di sostenere i ribelli – cosa che Kigali nega – si è intensificato negli ultimi mesi quando i combattenti dell'M23 hanno conquistato città chiave nel Congo orientale, una regione ricca di minerali strategici fondamentali per le industrie globali.
Con i paesi vicini come l'Uganda e il Burundi già coinvolti militarmente, i timori di una guerra regionale più ampia incombono, rendendo questi colloqui un tentativo di pace ad alto rischio. Per ora, resta da vedere se la diplomazia riuscirà a superare il campo di battaglia.