Elon Musk ha fatto un'apparizione inaspettata al Forum Economico Mondiale di Davos giovedì, segnando un netto ribaltamento dopo anni di derisione pubblica del raduno annuale delle élite politiche e imprenditoriali globali. La persona più ricca del mondo annunciò il suo arrivo pochi minuti prima di salire sul palco, pubblicando su X che avrebbe parlato a breve e chiedendo ai suoi seguaci cosa rispondere.
Musk si è unito all'amministratore delegato di BlackRock, Larry Fink, in un panel, la sua prima apparizione a Davos in un momento in cui la sua influenza politica ed economica è raramente stata così alta. Durante la discussione, ha parlato delle ambizioni di Tesla in Europa, dicendo di essere ottimista sul fatto che l'approvazione per la tecnologia di guida autonoma dell'azienda possa arrivare già il mese prossimo.
Ha anche sfruttato il momento per infondere umorismo nell'atmosfera geopolitica tesa che circondava il forum. Musk ha scherzato sulla recente retorica del presidente Donald Trump verso la Groenlandia e il Venezuela, prendendo in giro il nuovo Consiglio della Pace appena annunciato. Giocando sulla parola "pace", ha scherzato sul prendere "un pezzetto di Groenlandia, un pezzettino di Venezuela", suscitando risate nel pubblico prima di aggiungere: "Tutto quello che vogliamo è un pezzo."
Musk non si è tirato indietro dalle critiche, colpendo le politiche tariffarie statunitensi che, a suo dire, danneggiavano l'impiego dell'energia solare. Ha sostenuto che le alte barriere tariffarie avevano artificialmente gonfiato i costi, osservando che la Cina domina la produzione solare e le tecnologie correlate, rendendo le misure protezionistiche economicamente controproducenti.
L'aspetto era sorprendente, dato il lungo e durato ostileno di Musk verso Davos, che ha ripetutamente descritto come elitario, irresponsabile e distaccato dalla gente comune. La sua presenza sottolineava le contraddizioni della sua posizione attuale sia come critico vocale delle istituzioni globali sia figura centrale nei dibattiti che influenzano tecnologia, difesa, energia e geopolitica, molti dei quali ora si svolgono proprio sui palcoscenici che un tempo aveva ignorato.