Uno degli annunci più controversi di FIFA 15 è stata sicuramente la rimozione della lega brasiliana dal gioco, qualcosa che non accadeva da almeno una decade. Ad un primo sguardo, ci era parsa una scelta piuttosto strana, anche in vista dell'ampio mercato e della grande attenzione da parte del pubblico di tifosi nel Paese (non solo per il calcio, ma anche per gli stessi giochi di FIFA), ma a quanto pare il problema nasce da una questione legata ad alcune license di giocatori locali.
In un'intervista con Lance.net, Daniel Landi, direttore di Warner Bros. e di EA Sports del Paese, ha detto: "C'è una questione legale in merito ai diritti di immagine dei giocatori che non si riesce a risolvere. Il problema è dovuto al fatto che gli che atleti di tutto il mondo vanno sotto un unico soggetto di nome FIFPro, e da quest'anno quelli brasiliani non sono più rappresentati da questa associazione".
Per inciso, qualche mese fa FIFPro ha espresso il suo desiderio di incontrare la FIFA per imporre nuove regole per quanto riguarda i fondi di investimento, affermando che: "La FIFA ha il dovere di garantire, su scala globale, che non vi sia alcuna possibilità che terze parti posseggano i diritti dei giocatori".
La stessa FIFA ha vietato la ripartizione dei diritti dei calciatori fra società e fondi, il che avrà grande impatto in alcuni campionati, compreso quello brasiliano. Un esempio recente di problemi tra club e fondi è quello che ha visto il trasferimento di Marcos Rojo dallo Sporting del Portogallo al Manchester United, finita in una controversia che ha portato tutti in tribunale, coinvolgendo il club portoghese e il fondo di investimento, Doyen Sport. I fondi sono stati già vietati dal Regno Unito, dove i club devono essere di proprietà dei loro giocatori.