Recentemente, è stata pubblicata la nuova bozza dell'International Classification of Diseases (o ICD-11), e in questo rapporto è stato inserito in via ufficiale il "gaming disorder", che ha aperto un acceso dibattito sul fatto che il gioco debba essere equiparato a malattie come la dipendenza da gioco.
La classificazione ha attirato critiche da parte di un'ampia varietà di esperti, ma ora un esperto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha risposto ai diversi attacchi. Nello specifico, si tratta del dott. Vladimir Poznyak, coordinatore del Dipartimento di Salute Meentale e Abuso di Sostanze dell'OMS, il quale ha difeso la classificazione in un'intervista con GamesIndustry, dicendo:
"L'inclusione del gaming disorder nella classificazione è che fornisce agli operatori sanitari la possibilità di identificare questo disturbo, di diagnosticarlo se è presente e di collegare al cliente tutte le conoscenze disponibili sul gaming disorder. Ci consente di prevedere la sua causa e di identificare gli interventi di prevenzione e trattamento più appropriati".
In risposta, il professore dell'Università di Oxford, Andrew Przybylski, che ha co-scritto un articolo dal titolo "A weak scientific basis for gaming disorder: Let us err on the side of caution" ha risposto a sua volta. Anche se Przybylski concorda che la classificazione sia prematura, crede che ciò aprirà ad un dibattito importante e ricorderà agli sviluppatori e agli editori il loro ruolo importante nella vita delle persone.
Przybylski dice:
"Ovviamente pensiamo che sia prematuro, ma offre a coloro che operano nell'industria dei videogiochi la possibilità di essere realistici su quale sia il loro ruolo qui".
"Da persona di scienza aperta, trasparente e robusta ... penso davvero che le persone che creano videogiochi abbiano un ruolo. Abbiamo davvero bisogno di collaborare con l'industria. I produttori di videogiochi raccolgono e controllano così tanti dati e il vero problema è che questa letteratura è chiusa. "
Cosa ne pensate di queste nuove dichiarazioni?
