Cara Rockstar, non c'è due senza tre? Nella giornata di ieri è stato comunicato che lo studio è stato coinvolto in una nuova bagarre legale per quanto riguarda i contenuti del gioco più venduto dello scorso anno, Grand Theft Auto V.
Karen Gravano, figlia di Salvatore "Sammy the Bull" Gravano e recente protagonista della serie tv Mob Wives, avrebbe richiesto un risarcimento danni i danni per un valore di 40 milioni di dollari a Rockstar, sostenendo che la sua storia di vita e la sua immagine siano state derubate in Grand Theft Auto V.
Secondo i suoi avvocati, il personaggio in GTAV chiamato Antonia Bottino si baserebbe direttamente sulla Gravano, e che la storia del personaggio raccontata nel gioco sono eventi molto simili a quelli accaduti alla Gravano e alla sua famiglia (il padre lavorò come informatore per contribuire a consegnare John Gotti alla giustizia, proprio come accade al padre della Bottino nel gioco). Bottino appare anche in show televisivo fittizio che nel gioco si chiama Wise Bitches, probabilmente una parodia della serie in cui compare la Gravano, Mob Wives.
"Nonostante il fatto che la ricorrente abbia il massimo rispetto per gli scrittori e creatori di Grand Theft Auto V, la sua storia è unica ed è lei a raccontarla", si legge nei documenti del tribunale ottenuti da <New York Daily News, ed è stato rilevato, sempre negli stessi documenti, che Rockstar avrebbe potuto chiedere il permesso con "relativa facilità, scongiurando in questo modo l'azione legale".
Se i rapporti precedenti si rivelano esatti, questa non è la prima volta che Rockstar sia stata coinvolta legalmente per i contenuti di Grand Theft Auto V. Alla fine dell'anno scorso, riportavamo infatti che Linsday Lohan avesse citato in giudizio lo studio per la stessa ragione della Gravano. Poco dopo che il gioco era stato rilasciato, il rapper Daz Dillinger aveva citato l'azienda per aver usato le sue canzoni senza un adeguato consenso.