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Haiti, impossibilitata a giocare in casa a causa della violenza delle gang e del vuoto politico, conquista la storica qualificazione ai Mondiali

Haiti torna ai Mondiali per la prima volta in 50 anni.

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Le partite di qualificazione ai Mondiali si sono concluse ieri sera per l'Europa, ma anche per l'America Centrale e del Nord (CONCACAF), con Panama, Haiti e Curaçao che hanno conquistato i primi posti e ottenuto la qualificazione diretta ai Mondiali 2026 (Stati Uniti, Canada e Messico si sono qualificati come paesi ospitanti).

È una pietra miliare perché rappresenta la seconda qualificazione di Haiti a una Coppa del Mondo (la prima risale al 1974) e avvenne in un periodo di conflitti, di fatto governato da bande criminali, con lo stadio nazionale invaso che costringeva i giocatori a giocare le partite casalinghe a Curaçao. Anche il manager, il francese Sebastien Migné, non ha mai messo piede nel paese caraibico da quando ha preso il comando della squadra nel giugno 2024.

La partita, terminata 2-0 per les Grenadiers, soprannome della squadra haitiana, non avrebbe potuto essere più emozionante, dato che anche nell'ultima serata tre delle quattro squadre del girone avrebbero potuto qualificarsi. Haiti ha battuto il Nicaragua, già eliminato, e Honduras e Costa Rica hanno ottenuto un pareggio a 0-0, che ha permesso ad Haiti di essere l'unica leader del girone e di compiere un'impresa storica, con il trentunenne Duckens Nazon che ha segnato sei gol in tutto il processo di qualificazione, più di chiunque altro nelle qualificazioni CONCACAF.

Haiti, impossibilitata a giocare in casa a causa della violenza delle gang e del vuoto politico, conquista la storica qualificazione ai Mondiali
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