I leader dell'UE sostengono la tendenza verso la strategia "Buy European"
Von der Leyen presenterà un piano d'azione per rafforzare i settori della difesa, dell'IA e delle tecnologie pulite.
I leader dell'Unione Europea, composta da 27 membri, hanno concordato di promuovere una politica "Buy European" volta a proteggere le industrie strategiche chiave, a seguito di un vertice nell'est del Belgio focalizzato sul ripristino della competitività del blocco. Parlando dopo l'incontro, il presidente del Consiglio Europeo António Costa ha dichiarato che vi è un ampio consenso sul rafforzamento di settori come la difesa, lo spazio, le tecnologie pulite, l'intelligenza artificiale e i sistemi di pagamento. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha promesso un piano d'azione entro marzo per rafforzare il mercato unico, ridurre la burocrazia e sostenere le industrie emergenti.
Il vertice, tenutosi al castello di Alden Biesen, rifletteva la crescente preoccupazione che l'Europa stia rimanendo indietro rispetto a USA e Cina a causa degli alti costi energetici, tensioni commerciali globali e esportazioni cinesi fortemente sovvenzionate. Il primo ministro belga Bart De Wever ha avvertito di una "crisi esistenziale" segnata da chiusure di fabbriche e calo degli investimenti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha sostenuto che la preferenza europea nei contratti pubblici è essenziale in settori come le tecnologie pulite, l'acciaio e la difesa, descrivendolo come una risposta difensiva alla concorrenza sleale.
Tuttavia, le divisioni rimangono. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha favorito un approccio più ampio "Made with Europe" che mantenga l'apertura verso i partner commerciali, mentre il primo ministro irlandese Michéal Martin ha messo in guardia contro il minare l'impegno dell'UE per il libero scambio. Gli ex primi ministri italiani Mario Draghi ed Enrico Letta, che si sono rivolti ai leader, hanno entrambi sollecitato una maggiore integrazione economica per evitare che l'Europa rimanga ulteriormente indietro in un'economia globale sempre più frammentata...