Mentre attendiamo con impazienza il lancio del nuovo Tekken 7, atteso all'inizio del prossimo mese, Katsuhiro Harada ha avuto occasione di riflettere sullo status degli studi di sviluppo giapponesi in un'interessante intervista con Finder. Quanto emerge dalle parole di Harada è tutt'altro che incoraggiante, ammettendo che oramai gli studi giapponesi sono stati ampiamente superati da quelli occidentali, rivelandosi poco competitivi rispetto alle loro controparti statunitensi ed europee.
Considerazioni piuttosto dure, quelle di Harada, il quale, oltre a dichiararsi profetico in merito alla situazione attuale, ha dichiarato: "Sono stato uno dei primi sviluppatori, negli anni '90, ad intravedere i problemi dell'industria videoludica nipponica. Da anni affermo come la scena sia praticamente finita e non ho cambiato per niente idea. È vero che di recente sono usciti tanti ottimi titoli, ma comunque gli sviluppatori giapponesi non sono più al top. Negli anni '90, il Giappone era all'avanguardia nello sviluppo di videogiochi e nuove tecnologie, mentre oggi la situazione è cambiata parecchio. Negli Stati Uniti, ovviamente, il numero di sviluppatori è maggiore, ma ci sono anche tanti investimenti e una maggior cura per i grandi progetti. Ci sono giochi che solo i team giapponesi possono realizzare, ma sono convinto che non torneremo mai ai vertici del mercato."
Harada sembra piuttosto sfiduciato nei confronti della situazione degli studi di sviluppo giapponesi, riconoscendo una certa supremazia da parte dei team occidentali che è effettivamente innegabile al giorno d'oggi. Voi siete d'accordo con le considerazioni di Harada o ritenete che gli studi di sviluppo asiatici continuano comunque ad avere un primato rispetto a quelli occidentali?