JD Vance accusa l'UE di interferenza elettorale durante la visita in Ungheria
Il vicepresidente statunitense sostiene apertamente Viktor Orbán prima di un voto cruciale, criticando Bruxelles e amplificando le tensioni.
JD Vance ha accusato l'Unione Europea di interferire nelle prossime elezioni ungheresi durante una visita a Budapest, dove ha anche chiarito la sua intenzione di sostenere Viktor Orbán.
Parlando dopo il suo arrivo nella capitale ungherese, Vance ha affermato che Bruxelles aveva tentato di danneggiare l'economia ungherese e minare la sua indipendenza energetica, presentando queste azioni come sforzi politicamente motivati contro Orbán.
Il vicepresidente statunitense non ha nascosto il suo obiettivo, affermando di voler aiutare Orbán il più possibile prima del voto di domenica, che potrebbe far perdere il potere al leader di lunga data dopo 16 anni. Durante un comizio, Vance ha anche messo in contatto direttamente Orbán con Donald Trump, che ha elogiato il primo ministro ungherese in una telefonata in diretta.
Le elezioni si stanno presentando come una grande prova politica, con Orbán che affronta una forte sfida da parte di Péter Magyar. Mentre Orbán si è concentrato sulle questioni di sicurezza legate alla guerra in Ucraina, Magyar ha condotto campagne su questioni interne come stagnazione economica e corruzione.
Vance ha inoltre ribadito le accuse di interferenze straniere da parte dell'Ucraina e ha criticato i leader europei per aver ridotto la dipendenza dall'energia russa, lodando l'approccio ungherese nonostante la sua continua dipendenza dalle importazioni dalla Russia.
Le sue dichiarazioni arrivano in un contesto di crescente scrutinio sui legami di Budapest con Vladimir Putin e di notizie di stretto coordinamento tra funzionari ungheresi e russi. I rappresentanti dell'UE hanno respinto le accuse di Vance, avvertendo che una rinnovata dipendenza dall'energia russa sarebbe un errore strategico.
La visita ha inoltre aggiunto una dimensione internazionale alle elezioni, suscitando critiche da parte di Magyar, che ha sostenuto che il futuro politico dell'Ungheria dovrebbe essere deciso a livello interno senza influenze esterne.
