Il governo spagnolo ha approvato un decreto che permetterà a fino a mezzo milione di migranti senza documenti e richiedenti asilo di regolarizzare il proprio status, distinguendo il paese dalle politiche migratorie sempre più restrittive che si osservano in gran parte dell'Europa.
La misura, prevista per entrare in vigore ad aprile, si applicherà a chi può dimostrare di aver vissuto in Spagna per almeno cinque mesi o che ha richiesto protezione internazionale prima della fine del 2025, purché non abbia precedenti penali. Il governo afferma che l'obiettivo è ridurre la burocrazia e portare i residenti a lungo termine fuori dal limbo legale.
A Madrid, i funzionari hanno presentato la decisione come una riforma strutturale piuttosto che come una soluzione d'emergenza. La ministra della migrazione Elma Saiz ha descritto la decisione come un punto di svolta volto a rimuovere ostacoli burocratici di lunga data e ad allineare la politica migratoria con l'integrazione, la crescita economica e la coesione sociale.
Il decreto arriva in mezzo alla pressione dei partiti di sinistra e dei gruppi della società civile, che hanno sostenuto che l'economia e il sistema sociale spagnolo dipendono dalla migrazione. I partiti conservatori e di estrema destra (PP e VOX) hanno reagito con forza, accusando il governo di creare un effetto di attrazione e di mettere sotto pressione i servizi pubblici.