Un membro del Consiglio Scientifico Europeo sul Cambiamento Climatico ha esortato i governi europei a prepararsi a un possibile aumento di 3°C delle temperature globali entro il 2100, avvertendo che gli attuali sforzi di adattamento sono insufficienti. Maarten van Aalst afferma che l'Europa sta già "pagando un prezzo" per una preparazione inadeguata, ma sottolinea che migliorare la resilienza "non è scienza missilistica."
In un nuovo rapporto, il comitato consultivo ha descritto le misure di adattamento esistenti come insufficienti e spesso troppo lente, raccomandando che i funzionari testino le politiche per un livello mondiale 2,8-3,3°C più caldo rispetto ai livelli preindustriali. Tale riscaldamento supererebbe di gran lunga l'obiettivo di 1,5°C fissato dall'Accordo di Parigi, aumentando il rischio di ondate di caldo più intense, inondazioni e incendi boschivi.
I recenti disastri hanno messo in luce la vulnerabilità dell'Europa, inclusi alluvioni mortali in Germania e Spagna e un caldo estivo sempre più intenso che uccide decine di migliaia di persone ogni anno. Gli esperti affermano che l'aumento delle temperature sta amplificando condizioni meteorologiche estreme e mettendo in luce le debolezze nelle infrastrutture e nella pianificazione delle emergenze...