Con l'intensificarsi degli sforzi diplomatici, il capo dello staff presidenziale ucraino, Andriy Yermak, ha dichiarato giovedì che Kiev non accetterà una situazione di stallo prolungata nella sua guerra con la Russia, nonostante sostenga una proposta congiunta di cessate il fuoco di 30 giorni con gli Stati Uniti (via Reuters).
Parlando pubblicamente dopo i colloqui in Arabia Saudita, Yermak ha sottolineato che l'Ucraina non accetterà mai un conflitto congelato, un termine legato alle dispute territoriali irrisolte dall'annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014.
Per chi non lo conoscesse, un conflitto congelato descrive una situazione in cui i combattimenti attivi si sono conclusi senza un accordo di pace definitivo, lasciando irrisolti i territori contesi e le tensioni sottostanti.
Anche se le ostilità possono essersi fermate, l'assenza di una risoluzione formale significa che l'instabilità persiste, un fenomeno osservato in varie regioni post-sovietiche, dove i cessate il fuoco mantengono un equilibrio precario piuttosto che stabilire una pace duratura.
Nel frattempo, Yermak ha confermato che i rappresentanti europei parteciperanno ai futuri negoziati, sottolineando la solidarietà globale: "L'Ucraina non è sola, l'Ucraina è con i suoi partner". Per ora, resta da vedere se la tregua proposta può evolvere in una pace duratura.