Probabilmente ricorderete che circa un anno fa ha tenuto banco un importante dibattito a seguito della decisione dell'OMS - l'Organizzazione Mondiale della Sanità - di inserire il "gaming disorder" tra le nuove forme di dipendenza che riscontriamo nel mondo di oggi. Nonostante l'opposizione e le critiche da una buona fetta del popolo scientifico, da oggi, in occasione della 72nd World Health Assembly, i 194 membri dell'Organizzazione hanno riconosciuto ufficialmente il gaming disorder come nuova malattia, come segnalato in queste ore da GamesIndustry.
Già a suo tempo, quando la notizia circolò lo scorso giugno, il dott. Vladimir Poznyak, coordinatore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell'OMS, aveva difeso questa classificazione spiegando che "l'inclusione del gaming disorder nella classificazione è che fornisce agli operatori sanitari la possibilità di identificare questo disturbo, di diagnosticarlo se è presente e di collegare al cliente tutte le conoscenze disponibili sul gaming disorder. Ci consente di prevedere la sua causa e di identificare gli interventi di prevenzione e trattamento più appropriati".
In altre parole, il riconoscimento di tale disturbo permette ai terapisti di individuare in modo più agevole questa malattia e fornire le giuste terapie a chi ne è affetto. Tuttavia, è bene precisarlo, per l'OMS, si parla di "dipendenza dai videogiochi" quando il paziente che ne è affetto ha visto alterarsi in modo significativo la vita personale, familiare, sociale, educativa e lavorativa in un arco di almeno 12 mesi. La classificazione, si legge nel documento, diventerà effettiva a partire dal 1° gennaio 2022.
Cosa ne pensate di questa decisione definitiva?
