Due anni fa Rebellion (Sniper Elite 3, Aliens vs Predator) ha sfidato Ironclad Games in tribunale per l'uso che quest'ultimo ha fatto del suffisso "Rebellion" nel titolo strategico/sci-fi, Sins of a Solar Empire: Rebellion.
Rebellion, con sede nel Regno Unito, ha perso la prima causa, e secondo un post di Ironclad sul forum, lo studio avrebbe preferito che la storia fosse finita lì. Ma non è andata così, come spiegato di seguito:
"La settimana scorsa abbiamo ricevuto una comunicazione secondo cui Rebellion Developments e i fratelli Kingsley hanno presentato prove in opposizione alla nostra domanda riguardante il marchio in Canada e abbiamo rapporti non confermati in cui hanno emesso una diffida nei confronti del nostro partner nel Regno Unito. Ci aspettiamo che continueranno a livello globale, ma fintanto che i Paesi scelgono di opporsi a noi nella libertà di protezione di espressione, abbiamo intenzione di continuare a combattere".
Non è la prima volta che accadono situazioni del genere: ricordiamo, ad esempio, l'affaire Bethesda e Mojang in merito al titolo "Scrolls", così come Candy Crush Saga e la ridicola bagarre portata avanti per le parole "Candy" e successivamente "Saga". Insomma, diciamo anche che questi screzi assurdi sono, oramai, all'ordine del giorno nel settore videoludico.
Stiamo sfiorando l'assurdo? Sì, siamo proprio di quella idea.