Sin dai tempi di Street Fighter III: Third Strike, la celebre serie picchiaduro di Capcom è sempre stata caratterizzata dall'aura di essere un gioco per i giocatori già rodati, dove i neofiti non avevano alcuna possibilità di mettersi alla prova. Eppure, a partire da Street Fighter IV, il producer Yoshinori Ono ha cercato di cambiare tutto questo per renderlo un gioco più accessibile per tutti.
Ono ha spiegato in dettaglio questo aspetto nel corso di un'intervista con Game Informer in cui ha detto:
"Parlando di Street Fighter III, è risaputo che si tratta di un gioco master class, è un capolavoro in sé e per sé, ma il gioco era arrivato a un punto e ad un livello così alto che solo i giocatori super esperti avrebbero potuto giocarci. Era necessario essere davvero esperti per avere una qualche possibilità di giocare a quel titolo, ad un certo punto".
In Street Fighter V, Ono vuole che tutti abbiano una possibilità di vincere e il gioco è stato sviluppato con l'idea di essere più giocabile e accessibile per tutti:
"Quando abbiamo parlato di sviluppare Street Fighter V, abbiamo voluto fare in modo che venisse un po' abbassata la barriera all'ingresso, per quanto umanamente possibile. Quello che volevamo fare era eliminare il divario tra giocatori troppo forti e i nuovi giocatori il più possibile. Volevamo fare in modo che quasi tutto ciò che si fosse imparato dal titolo precedente, venisse completamente dimenticato - almeno per quanto umanamente possibile.
Così facendo, abbiamo finito per ridurre il divario tra i giocatori davvero forti e nuovi giocatori. Adesso questo iato è più ridotto".
Avete giocato alla demo di Street Fighter V su PlayStation 4? Siete d'accordo con quanto detto da Ono?

