Abbiamo incontrato Al Hope di Creative Assembly e abbiamo scoperto qualcosa di più su Alien: Isolation e su ciò che lo studio spera di ottenere avventurandosi nelle profondità del genere survival horror.
"Fin dall'inizio, il motivo per cui abbiamo realizzato il gioco era perché sembrava che nessuno avesse approfittato ancora del potenziale di Alien", ci ha detto Hope quando abbiamo parlato della rinascita, attualmente in corso, del genere survival horror. "Nessuno aveva realizzato il gioco a cui volevamo giocare ... Penso che il primo film avesse una predisposizione naturale al survival horror, quindi è un po' come se fosse il survival horror originale. Ci è parso dunque piuttosto naturale ricreare quell'esperienza e collocarlo in quello spazio in cui un solo alieno avrebbe potuto rappresentare un'esperienza davvero significativa, emozionante e spaventosa".
Più tardi, quando gli abbiamo chiesto se sentivano un'ulteriore pressione dopo il rilascio di Aliens: Colonial Marines (titolo che, come ben sappiamo, ha ricevuto tutt'altro che il benestare della critica), Hope è stato molto diplomatico nella sua risposta: "Abbiamo iniziato questo gioco più di tre anni fa, e fin dall'inizio eravamo molto chiari su ciò che stavamo cercando di raggiungere, avevamo un'idea molto chiara di quello che volevamo offrire ai giocatori nell'esperienza e in qualche modo, ci siamo focalizzati esclusivamente su quello...e in modo positivo, piuttosto ottuso. E così ci siamo solo focalizzati sulla realizzazione di un' esperienza Alien, e a rendere il gioco quel titolo Alien che avremmo voluto giocare".