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Un ex di Konami parla della rottura tra la società e Kojima

In una lunga intervista, l'ex dipendente racconta i retroscena sul divorzio più complesso dell'anno.
Fabrizia Malgieri 23 Dicembre 2015

È notizia di appena una settimana fa quella dell'accordo stipulato tra il creatore di Metal Gear Solid, Hideo Kojima, la sua azienda, Kojima Productions, e Sony, che presto si vedrà concretizzata in un progetto videoludico su cui, al momento, vige il massimo riserbo. Sono ancora sconosciute le cause che hanno portato alla definitiva e brusca separazione tra lo stesso Kojima e il suo precedente "datore di lavoro", Konami, e molte voci si sono rincorse negli ultimi mesi, nella speranza di fare un po' di chiarezza sulla situazione.

Di recente, l'ex director della tecnologia, Julien Merceron, ha avuto l'opportunità di discutere dell'argomento con DualShockers in una lunga e dettagliata intervista.

Come molti avevano già supposto e ipotizzato negli scorsi mesi, parte dei motivi di questa rottura sarebbero da rintracciare in una mancanza di fiducia che la compagnia giapponese aveva iniziato a nutrire nei confronti del game director, dovuta al dispendio eccessivo di risorse e budget che lo sviluppo di un'opera mastodontica come Metal Gear Solid V: The Phantom Pain stava comportando. Una preoccupazione che avrebbe condotto, lo scorso marzo, ad un'accesa discussione tra le due parti, che successivamente si è evoluta in ripicche e dissapori, a partire dalla cancellazione del nome di Kojima Productions dalle copertine dei giochi della serie.

Tuttavia, nel corso dell'intervista, Merceron non ha mancato di sottolineare la grande professionalità dimostrata da Kojima, anche di fronte a prese di posizioni così "infantili". Senza nascondere una certa preoccupazione sui risvolti che questa vicenda avrebbe comportato sul team - molti, ovviamente, sapevano che lo sviluppo del gioco era a rischio - Kojima provvide a rassicurare il gruppo di lavoro, dicendo loro che avrebbero portato a conclusione il gioco in ogni caso. Forte di questa promessa, il creativo continuò a lavorare come se nulla fosse accaduto, con il solo e unico scopo di concludere The Phantom Pain. Molti, compreso lo stesso Merceron, speravano che l'uscita del gioco e il probabile grande successo che il titolo avrebbe ottenuto, avrebbero potuto rappresentare un incentivo per Konami per tornare sui suoi passi e mettere da parte le divergenze. Tuttavia, così non è andata e - una volta che Kojima e il suo team hanno concluso lo sviluppo - sono stati tutti mandati a casa e anche lo stesso Merceron ha deciso di abbandonare la nave.

Resta da vedere come si evolverà la situazione prossimamente. Se da un lato Kojima sembra aver finalmente trovato la pace, Konami è al momento alla disperata ricerca di un team che possa prendere le redini della serie Metal Gear e che possa sostituirsi al celebre creatore e alla sua squadra. Non ci resta che attendere per saperne di più.

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