Playing History 2: Slave Trade dello sviluppatore danese Serious Games Interactive non ha avuto un periodo particolarmente facile da quando la gente ha scoperto, che, parte del gioco, consisteva nell'accatastare schiavi neri in stile Tetris, al fine di riempire la vostra nave con il maggior numero possibile di schiavi.
Per quanto il gioco sia effettivamente scioccante e brutale, avrebbe a suo modo del valore educativo, come spiega il CEO della società, Simon Egenfeldt, su Twitter (recuperato da Buzzfeed):
"Le navi negriere erano accatastate come nel tetris... l'idea era quella di creare disgusto nelle persone in modo per far comprendere loro quanto fosse disumano il commercio degli schiavi - cercate in rete.
Un gioco non è necessariamente solo un mezzo per divertimento. Può essere utilizzato per educare - ed è abbastanza efficace in realtà.
Abbiamo sviluppato giochi in cui si sfruttava la manodopera, sul conflitto israelo-palestinese, sulla peste, sulla tratta degli schiavi. L'epoca nazista ha visto un sacco di giochi a tema".
Da allora, Simon Egenfeldt ha chiuso il suo account Twitter, ma il gioco sembra essere ancora disponibile su Steam, dove è anche possibile scaricare il materiale didattico e il ragionamento che sta alla base dello sviluppo di questo titolo.
La pubblicazione di un titolo come Playing History 2: Slave Trade ha ancora una volta aperto il dibattito riguardo al medium videoludico, e in che modo e se la narrazione interattiva può occuparsi di argomenti più impegnativi e delicati.
Di seguito, potete dare un'occhiata alle immagini del gioco per farvi un'idea.

