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Una dipendente in difesa di Rockstar, false accuse sulle pessime condizioni lavorative

Nuove voci sulla questione sollevata qualche giorno fa.
Fabrizia Malgieri 18 Ottobre 2018

Rockstar è finita sotto accusa a seguito di alcune dichiarazioni fatte da Dan Houser, il quale avrebbe detto che ci sarebbero stati alcuni periodi in cui i diversi studi di Rockstar hanno lavorato anche 100 ore a settimana per portare avanti Red Dead Redemption 2, suscitando reazioni molto negative sia da parte della community di giocatori sia da parte degli sviluppatori. Questo ha ovviamente scoperchiato un enorme vaso di Pandora, in cui alcuni dipendenti, compreso Job J Stauffer (Grand Theft Auto IV), avrebbero parlato di situazioni lavorative davvero insostenibili.

In difesa della compagnia, però, è intervenuta nelle scorse ore una dipendente, la Tools Programmer di Rockstar San Diego, Vivianne Langdon, la quale ha pubblicato un post su Twitter offrendo la sua testimonianza. La Langdon ha infatti affermato che le condizioni lavorative all'interno dello studio sono ben più favorevoli di quanto raccontato da altri colleghi e di non aver mai lavorato più di 50 ore settimanali, con 2/6 ore di straordinari pagati a settimana. Successivamente ha poi aggiunto: "Rockstar ci ha permesso di parlare apertamente delle condizioni lavorative all'interno dell'azienda, inoltre quanto riportato è solamente frutto della mia esperienza personale, nessuno mi ha costretto a fare questo post, ho solamente voluto condividere con voi la mia situazione lavorativa all'interno dello studio."

Insomma, i primi dipendenti hanno iniziato a dire la loro sulla faccenda, andando in difesa della compagnia. Dove sarà davvero la verità a questo punto?

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