L'Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) vuole che Valve paghi una multa da 3 milioni di dollari "al fine di raggiungere deterrenti sia specifici sia generali, e anche a causa della gravità della condotta tenuta" tra il 2011 e il 2014 per mancanza di riferimenti di una policy di rimborsi pubblicizzata sul loro sito e all'interno del Contratto di Adesione a Steam.
Si sta per concludere un processo durato tre anni, dal momento che il Giudice Edelman pronuncerà la sentenza a metà dicembre o gennaio 2017. Nel frattempo la Commissione australiana chiedere una penale di 3 milioni di dollari, ma l'azienda americana si offre di pagare una multa di 250.000 dollari.
Ma il dibattito probabilmente andrà oltre dal momento che la giustizia non è sicura di come far rispettare le ordinanze penali in una giurisdizione straniera. L'ACCC ha citato Valve per cattiva condotta e per violazione del diritto dei consumatori australiana all'interno della policy di rimborso di Valve, anche se qualche cliente ha ottenuto i soldi indietro in diversi casi. La società con sede a Seattle ha sostenuto che sono una società americana che opera in base alle norme americane in tutto il mondo.