Zelensky afferma che gli Stati Uniti forniranno garanzie di sicurezza "forti" a 15 anni, futuro nel Donbas irrisolto
Il presidente osserva che le garanzie saranno votate congiuntamente dal Congresso degli Stati Uniti e dal parlamento ucraino.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky afferma che gli Stati Uniti hanno accettato di fornire garanzie di sicurezza "forti" all'Ucraina per 15 anni, dopo un incontro di due ore con il presidente Donald Trump a Mar-a-Lago. I dettagli delle garanzie, incluso se coinvolgano truppe o altre misure, restano poco chiari.
Il futuro della regione del Donbas
Zelensky sottolinea che il futuro della regione del Donbass, nell'Ucraina orientale, rimane irrisolto. Esclude la cessione di territori alla Russia, proponendo invece una zona economica demilitarizzata e libera lungo le attuali linee del fronte. Qualsiasi referendum sul piano dipenderebbe da un cessate il fuoco della durata di almeno 60 giorni.
Il presidente osserva che le garanzie saranno votate congiuntamente dal Congresso degli Stati Uniti e dal parlamento ucraino. Suggerisce anche garanzie più lunghe, potenzialmente tra i 30 e i 50 anni, definendolo una possibilità storica per Trump da prendere in considerazione. Monitori internazionali sarebbero stati schierati in un'Ucraina del dopoguerra per garantire la sicurezza.
Il Cremlino ha ribadito la sua posizione
Nel frattempo, il Cremlino ribadisce la sua posizione secondo cui l'Ucraina deve ritirare le truppe da alcune parti dell'oblast di Donetsk, avvertendo che il mancato accordo potrebbe comportare ulteriori perdite territoriali. Il portavoce della stampa Dmitry Peskov ha rifiutato di commentare la centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata dalla Russia.
Zelensky afferma che nei prossimi giorni seguiranno colloqui con i leader europei, con un incontro congiunto con Trump previsto a gennaio, probabilmente alla Casa Bianca. I commentatori ucraini hanno accolto con favore l'assenza di tensioni diplomatiche durante la visita a Mar-a-Lago, ma hanno criticato alcune dichiarazioni di Trump sulla Russia e i recenti attacchi con droni a Kiev.