I prezzi globali del petrolio sono calati mercoledì dopo che Trump ha annunciato che il Venezuela avrebbe trasferito tra i 30 e i 50 milioni di barili del suo greggio autorizzato agli Stati Uniti, spaventando i commercianti già diffidenti per un eccesso di offerta.
Il greggio Brent è sceso di oltre l'1%, superando poco i 60 dollari al barile, mentre il petrolio statunitense è sceso a circa 56 dollari, mentre i mercati assimilavano la prospettiva di fino a 3 miliardi di dollari di petrolio extra rilasciati da serbatoi di stoccaggio e petroliere nel commercio globale.
Secondo il piano di Trump, il petrolio sarebbe stato spedito direttamente negli Stati Uniti, con il presidente che avrebbe dichiarato che avrebbe personalmente supervisionato le entrate per garantire che avvantaggiassero sia gli americani che i venezuelani. La mossa segue l'intervento drammatico di Washington in Venezuela e la promessa di Trump di "riprendere" il controllo della ricchezza energetica del paese.
L'annuncio ha inoltre aumentato le tensioni con la Cina, che attualmente acquista la maggior parte del greggio venezuelano. Pechino ha avvertito che questa mossa violava il diritto internazionale e la sovranità venezuelana, segnalando un potenziale nuovo fronte nella rivalità energetica tra Stati Uniti e Cina.
Gli analisti avvertono che, sebbene i volumi sembrino elevati, l'impatto a lungo termine dipende dai tempi e dalla logistica, e dal fatto che l'industria petrolifera venezuelana, in declino, possa realisticamente aumentare la produzione dopo anni di sanzioni, cattiva gestione e sottoinvestimento.