Da quando ha lasciato la società lo scorso agosto, Dan Adelman non ha mancato di sputare veleno contro Nintendo. Giorni dopo il suo addio, Dan non ha mancato occasione di esprimere opinioni sul suo ex datore di lavoro, affermando che il problema di Wii U fosse proprio il nome. Ma non solo. Più recentemente, Dan ci è andato giù pesante nel corso di un'intervista con Dromble commentando la gerarchia Nintendo, la struttura online, l'idea sugli Indie e altri argomenti correlati.
Dan, conosciuto anche come il "ragazzo Indie" di Nintendo, ritiene che l'azienda debba migliorare il suo rapporto con la scena indie, e per questo "hanno bisogno di investire e di assorbire parte dei rischio da terzi che cercano di abbracciare le caratteristiche delle piattaforme Nintendo, e aiutarli a comunicare ai consumatori che tali titoli sono esattamente al pari dei titoli Nintendo first party".
Ha anche parlato di Nintendo come azienda "molto tradizionale, e molto concentrata sulle gerarchie e sui processi decisionali di gruppo." Questo, secondo Adelman, "è figlio di una cultura in cui ognuno è un consulente e nessuno è un decisore - ma quasi tutti hanno potere di veto. Anche Mr. Iwata è spesso restio a prendere una decisione" e questo incide, ovviamente, sull'intera filiera decisionale.
"Il rischio più grande è che in ogni passo di questo processo, se qualcuno dice un "no" secco, la proposta viene bocciata. Quindi, in generale, le idee più audaci non riescono mai a concretizzarsi, a meno che non provengano dall'alto."
Dan Adelman ha anche spiegato come questo processo e tale gerarchia influenzino il punto di vista di Nintendo sul gaming più attuale:
"I dirigenti più anziani sono ancora legati all'epoca di NES e Super NES e non capiscono il gaming moderno, come avvicinarsi al gaming online, ai sistemi account, alle liste amici, così come capire che la rinascita dei giochi per PC è stata molto lenta", ha detto Adelman.
"Le idee spesso vengono messe da parte prematuramente solo perché alcune persone con il potere di veto semplicemente non le capiscono".
Questo è solo un estratto di quanto Adelman ha avuto da dire sulla sua ex azienda, ma potete leggere l'intera intervista a questo indirizzo.