L'Iran ha temporaneamente chiuso parti dello strategico Stretto di Hormuz per diverse ore martedì, citando precauzioni di sicurezza mentre le Guardie della Rivoluzione svolgevano esercitazioni militari. La decisione è arrivata subito dopo l'inizio dei colloqui nucleari indiretti tra Iran e Stati Uniti a Ginevra, aumentando le tensioni in una delle rotte di transito petrolifere più critiche al mondo. Circa un quinto delle spedizioni globali di petrolio passa attraverso lo stretto.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che sarebbe stato coinvolto "indirettamente" nei negoziati e ha suggerito che Teheran fosse motivata a raggiungere un accordo per evitare ulteriori conseguenze. Washington ha dispiegato ulteriori risorse militari in Medio Oriente e si sta preparando piani di emergenza nel caso in cui la diplomazia fallisca.
La Guida Suprema iraniana Ali Khamenei ha avvertito che i tentativi di rovesciare il governo sarebbero falliti, affermando che anche l'"esercito più forte" potrebbe essere abbattuto. Teheran ha richiesto un significativo alleggerimento delle sanzioni e insiste che negozierà solo i limiti al suo programma nucleare, non le capacità missilistiche o l'influenza regionale.
I colloqui, mediati dall'Oman, arrivano dopo gli attacchi statunitensi e israeliani dello scorso anno contro impianti nucleari iraniani. Sebbene l'Iran affermi di aver fermato l'arricchimento dell'uranio oltre le esigenze civili, rimane una profonda diffidenza. Con pressioni militari, disordini interni e sanzioni economiche che gravano su Teheran, le prospettive di una svolta rimangono incerte...