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Overwatch Contenders: l'account Ellie era falso

Dietro il nickname, si nascondeva un giocatore in top 500 chiamato Punisher.

Qualche giorno fa vi abbiamo riportato la notizia secondo cui una giocatrice di nome Ellie, arruolata nel team Second Wind di Overwatch Contenders, era stata costretta ad abbandonare la sua squadra dopo che era stata messa in discussione la sua identità e dopo aver ricevuto minacce. La questione era sembrata piuttosto fumosa sin da subito ma, nonostante questo, molti utenti (e anche giornalisti) hanno dimostrato solidarietà nei confronti di questa presunta giocatrice che, ingiustamente, era stata costretta a mollare il team per gli insulti ricevuti, alimentando la discussione sull'aria piuttosto tossica che si respira sulla scena competitiva se a giocare è una donna.

Ebbene, si scopre in queste ore che gli utenti "malpensanti" avevano ragione e che dietro la presunta Ellie si nascondeva, in realtà, un giocatore uomo, noto come Punisher, che è anche nella top 500 dei giocatori nord-americani. L'utente Ellie era, in realtà, un account smurf (quelli che di solito i giocatori di livello molto alto creano per mettere in difficoltà i giocatori novellini e prenderli un po' in giro) dello stesso Punisher, come poi confermato dalla stessa Blizzard tramite un portavoce (via Dexerto).

Lo stesso portavoce ha poi aggiunto che la compagnia effettua regolarmente ricerche sulle identità dei giocatori di Overwatch League e Overwatch Contenders, affermando che "facciamo verifiche background per garantire che i giocatori siano chi dicono di essere e soddisfino altri requisiti di idoneità, e agiamo contro i giocatori se scopriamo qualsiasi comportamento scorretto".

Tuttavia, restano delle domande: come ha fatto Punisher/Ellie ad aggirare i controlli? Blizzard ha detto che "'Ellie non è mai stata formalmente presentata al roster attivo di Second Wind e non ha mai giocato in una partita Contenders" e ciò significa, di conseguenza, che se Ellie non è mai stata ufficialmente aggiunta al roster di Second Wind, il processo di conferma dell'identità dell'account non è mai partito. In altre parole, Blizzard non avrebbe potuto scoprirlo prima.

Una situazione abbastanza assurda, senza dubbio, e nonostante la smentita, c'è ancora chi porta avanti la polemica. Cosa ne pensi di quanto accaduto?

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