Le proteste durante la gara ciclisticaLa Vuelta a España contro Israele hanno avuto ripercussioni politiche. L'organo di governo mondiale dello sport, l'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha inviato una dura dichiarazione condannando non solo le proteste che hanno causato l'abbandono della tappa finale a 60 km dal traguardo quando migliaia di persone hanno invaso le strade, ma anche il governo spagnolo, che ha "sostenuto azioni che potrebbero ostacolare il regolare svolgimento di una competizione sportiva e, in alcuni casi, hanno espresso la loro ammirazione per i manifestanti".
L'UCI sostiene che questa posizione è "in contraddizione con i valori olimpici di unità, rispetto reciproco e pace" e addirittura "mette in discussione la capacità della Spagna di ospitare grandi eventi sportivi internazionali, garantendo che si svolgano in condizioni di sicurezza e in conformità con i principi della Carta Olimpica".
Oltre all'annuale Vuelta, il Tour de France del prossimo anno partirà da Barcellona.
"Lo sport deve rimanere autonomo per svolgere il suo ruolo di strumento di pace", afferma l'UCI
La dichiarazione continua: "L'UCI condanna fermamente lo sfruttamento dello sport per scopi politici in generale, e in particolare da parte di un governo. Lo sport deve rimanere autonomo per svolgere il suo ruolo di strumento di pace. E' inaccettabile e controproducente che il nostro sport venga distolto dalla sua missione universale. Inoltre, ci sono piattaforme dedicate in cui i paesi possono discutere le loro differenze".
Il messaggio dell'UCI non menziona in nessun punto che le proteste stavano usando la visibilità dello sport come strumento per chiedere la pace a Gaza, dopo che Israele ha già ucciso 65.000 civili e martedì ha lanciato un'offensiva di terra contro Gaza City.
Nel frattempo, l'ondata di condanne contro Israele da parte del governo spagnolo ha raggiunto anche altre aree, come l'annuncio ufficiale della televisione pubblica spagnola che non andranno all'Eurovision Song Contest se anche Israele parteciperà.